La Juventus ha scelto chi comanda per altri due anni
“Quando sono arrivato sette mesi fa e mi hanno proposto questo contratto, era un modo come dire… Frequentiamoci un po’, stiamo un po’ insieme, conosciamoci e poi alla fine della stagione saremo liberi di decidere quello che vogliamo fare sulla base di quello che abbiamo raggiunto. Io ho accettato senza nessuna esitazione perché volevo rendermi conto di cosa fosse la Juventus da dentro". Le parole di Luciano Spalletti sulla genesi del suo primo anno juventino racconta una verità. C'era bisogno di capire se il tecnico era la persona giusta prima di tutto per l'ambiente Juve e poi, eventualmente, per i risultati sportivi.
Perché Spalletti non potrà migliorare i risultati che hanno avuto Thiago Motta e Igor Tudor. Però hanno migliorato la qualità dell'aria che si respira e si percepisce, sia allo Stadium che in allenamento. Recuperare alcuni giocatori - uno su tutti: Koopmeiners, anche se deve fare ancora strada per essere un titolare fisso - e lavorare su altri, come Vlahovic. Poi anche qualche errorino e decisione presa, l'esempio è Joao Mario, possono essere messi in discussione.
In questo senso il contratto fino al 2028 ha spiegato da che parte sta la Juventus. Quella dell'allenatore sopra tutti i calciatori che la formano. Perché dando serenità c'è anche un senso di responsabilità diverso rispetto ai due anni passati.






