LA JUVE IN GOL -INTRIGO IN SALSA BIANCONERA.
L'intrigo in casa Juventus sta iniziando a prendere piede nei racconti, sembra un giallo a tinte bianconere.
Chi sono i protagonisti e come ne usciranno dopo la sconfitta interna con la Fiorentina che al 99,9% significa Europa League per la prossima stagione? Tutto dipende da John Elkann che da quando è proprietario ha sempre deciso i destini della Juventus, anche quando ha dato a suo cugino le redini della squadra del cuore. Tanti tifosi della Juventus lo dimenticano ma Agnelli non è uscito dal nulla, è stato incaricato da John che rappresentava la proprietà della Juve ieri come oggi, come domani. L'ingegnere ha tanti difetti, come tutti noi, ma ha un grande pregio, è decisionista. Ci mette meno di quattro secondi a decidere di cambiare quello che lui stesso ha confermato nella stagione precedente. Ecco che scendono in campo, dunque, i nostri protagonisti del giallo.
Tutto ruota intorno alla figura di COMOLLI, l'amministratore delegato e dell'allenatore LUCIANO SPALLETTI.
Perché una cosa ormai è chiara, i nodi vengono al pettine, tutto allo scoperto. I racconti di queste ultime 48 ore ci portano ad una conclusione iniziale: uno dei due è di troppo. Perché la Juventus dovrebbe cambiare allenatore dopo averlo confermato con tanto di rinnovo contrattuale meno di 10 giorni fa e perché dovrebbe cambiare l'amministratore delegato che ha avuto le chiavi del progetto non più tardi dell'estate scorsa? Non è detto che questo accada ma è molto probabile che sia una delle possibilità finali. Spalletti prende la Juve in corsa ed è una decisione di ELKANN appoggiata da CHIELLINI. È vero che Comolli dichiara nelle conferenze stampa di avere affinità di vedute, di avere la stessa visione, di pensare a una Juve vincente insieme perché hanno la stessa idea di calcio, offensivo. Ma se approfondite questi mesi di Spalletti come allenatore capo della Juve, vi accorgerete che il mercato estivo condotto dall’AD, non solo non è stato valorizzato, ma nemmeno considerato. A cominciare da Joao Mario a cui non è mai stata data una possibilità di giocare. Passando per OPENDA, l'uomo dei due minuti finali, quando gli va bene. DAVID è vero, ha giocato, ma solo perché Vlahović si è infortunato e nel momento del bisogno della partita sotto nel punteggio contro la Fiorentina in casa, Spalletti urla a Locatelli “ manda Gatti a fare il centravanti “ non fa entrare David.
Per non parlare di Zhegrova che è l'uomo dei minuti finali, segno che il suo acquisto è stato azzardato dal punto di vista fisico.
Koopmeiners invece è sempre stato preso in considerazione e Kelly è diventato insostituibile.
Gli acquisti di Giuntoli , con cui Spalletti ha vinto uno scudetto a Napoli, sembrano avere più feeling con il tecnico bianconero.
Forse Spalletti era più adatto a Giuntoli che a Comolli: feeling mai nato.
Luciano è in sintonia con Elkann. Ecco perché vuole andare a rapporto da lui invece che confrontarsi con l’amministratore delegato.
In tutto questo il ruolo di Chiellini potrebbe essere determinante perché fino ad oggi è stato a lezione ed ha iniziato a ricoprire ruoli istituzionali. Domani potrebbe avere più potere decisionale e scegliere veramente le strategie tecniche in casa Juve.
Si prosegue con Spalletti allenatore a meno che...
… lui stesso non decida di rimettersi alla volontà della proprietà, spiegandogli che con questi giocatori più dell'Europa League non si può ottenere.
Che è poi un rischio calcolato perché potrebbe sentirsi rafforzato da questo incontro oppure salutato con onore.
A quel punto un nome forte riecheggia tra le mura della Continassa. Antonio Conte, un evergreen in casa bianconera!






