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Scontri Toro-Juve, Simonelli: "Fatti gravi, prossimo anno divieto notturna anche per il derby di Torino"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 14:20Primo piano
di Redazione TuttoJuve
per Tuttojuve.com

Scontri Toro-Juve, Simonelli: "Fatti gravi, prossimo anno divieto notturna anche per il derby di Torino"

Ezio Maria Simonelli condanna gli scontri prima del derby Torino-Juventus e chiede regole più rigide per le partite ad alto rischio.

A margine del Consiglio Federale della FIGC, il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli è tornato sugli episodi di tensione che hanno preceduto il derby tra Torino e Juventus, esprimendo forte preoccupazione per quanto accaduto.

Derby Toro.Juve, le parole di Simonelli

Simonelli ha condannato gli scontri, sottolineando come il calcio debba restare un momento di aggregazione e non trasformarsi in occasione di violenza. Le sue parole riprese dagli inviati di Tuttomercatoweb: "Come ho già detto, non sono fatti belli e non fanno bene al calcio. Mi auguro che non capitino mai più, la partita dovrebbe essere un momento di gioia e non di scontro".

Il numero uno della Lega ha poi fatto un confronto con il clima vissuto nei derby di Milano, evidenziando la differenza di approccio tra le tifoserie: "Io vivo a Milano e per il derby vedo che arrivano persone con la maglietta del Milan e dell'Inter senza che ci siano mai scontri, ma solo per il piacere di andare a vedere la partita. Che in altre città questo diventi occasione per degli scontri tra teppisti non è sicuramente una cosa positiva".

Calendari e partite ad alto rischio

Nel corso dell’intervento si è parlato anche della possibile revisione dei criteri per la compilazione dei calendari, soprattutto nelle ultime giornate di campionato, quando alcune partite ad alto rischio potrebbero influenzare la programmazione generale. Simonelli ha spiegato: "Come ho avuto modo di dire, il calendario non aveva questo tipo di limitazioni. Dove è capitato, come qui a Roma, la Lega è stata in grado di gestirla al meglio. Ciò non toglie che, soprattutto per la contemporaneità che certe partite si portano dietro nelle ultime due giornate, forse non è opportuno che partite così delicate trascinino poi gli orari di tutti gli altri. Io immagino che anche il derby di Torino prossimo anno avrà il divieto della notturna, quindi chiaro che se dovesse ricapitare in una delle ultime due giornate potrebbe a sua volta trascinare gli altri. Quindi è una questione di carattere oggettivo, che mi porta a dire che è meglio evitare negli ultimi giorni queste partite ad alto rischio".

Ultras e rapporto con i calciatori

Il presidente della Lega Serie A ha affrontato anche il tema delle trasferte vietate e del rapporto tra squadre e gruppi ultras, ribadendo che le frange organizzate non devono condizionare il sistema calcio. "Penso di averlo detto anche in maniera molto chiara, gli ultras non devono decidere o provare a decidere se giocare o non giocare una partita".

Il caso Locatelli e le norme esistenti

Simonelli ha poi richiamato le norme esistenti sui rapporti tra calciatori e tifoserie organizzate, citando anche l’episodio che ha coinvolto Manuel Locatelli dopo il derby: "Ci sono già delle norme che prevedono la squalifica dei calciatori che vanno a parlare con gli ultras. Io non so nel caso di Locatelli (nell'ultimo derby Torino-Juventus, ndr), sicuramente sarà andato su indicazione del Questore o del Prefetto per cercare di mantenere l'ordine pubblico. Ma in generale, se un giocatore va a parlare autonomamente con gli ultras sotto la curva mi risulta che già da tempo ci siano delle norme che sanzionino questo comportamento. E secondo me è una cosa giusta".

Il messaggio finale di Simonelli

Infine, Simonelli ha voluto sottolineare come i calciatori debbano rivolgersi a tutta la tifoseria e non solo a una parte di essa: "Voglio ripeterlo, i tifosi sono tutti, quelli che stanno nelle curve, nei distinti o nelle tribune; su un giocatore vuole andare a salutare, va a salutare tutti, fa il giro del campo come si fa quando si vince, ma non si va a riferire solo a qualcuno. Perché diventa offensivo nei confronti di tutti gli altri".