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Juventus, Carnevali raffredda gli entusiasmi: dal caso Vlahovic al Dibu, fino ai no per Kessié, Brahim e TheoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:35Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, Carnevali raffredda gli entusiasmi: dal caso Vlahovic al Dibu, fino ai no per Kessié, Brahim e Theo

L'ad bianconero non concede spazio a facili entusiasmi

Le parole di Giovanni Carnevali hanno avuto un effetto immediato: riportare il mercato della Juventus su un piano di maggiore prudenza, dopo settimane di indiscrezioni, trattative e nomi altisonanti, l'amministratore delegato bianconero ha scelto una linea chiara, smorzando aspettative e ricordando come tra idee e operazioni concrete esista una distanza spesso enorme, il messaggio è semplice: la Juventus vuole costruire una squadra competitiva, ma senza uscire dai parametri economici fissati dalla proprietà.

Vlahovic, una porta socchiusa ma nessun passo avanti

La frase che ha fatto più discutere riguarda inevitabilmente Dusan Vlahovic: "Mi è stato chiesto se abbiamo avuto incontri con lui. Non ho mai avuto incontri con Vlahovic, porta aperta o chiusa non significa niente e non serve a tanto. Se ci dovessero essere delle opportunità le ascoltiamo". Parole che, più che rilanciare la possibilità di un ritorno dell'attaccante serbo, sembrano fotografare una situazione congelata, la Juventus non chiude definitivamente, ma nemmeno apre una trattativa. In altre parole, se sarà Vlahovic a ridimensionare le proprie richieste economiche, allora un dialogo potrà eventualmente ripartire. Diversamente, il club continuerà a guardare altrove. È una posizione coerente con la nuova politica societaria: nessuna eccezione al tetto salariale, indipendentemente dal nome del giocatore.

Martinez resta un obiettivo, ma senza follie

Anche sul fronte Emiliano Martinez il tono è stato molto più cauto rispetto ai giorni scorsi. "Dibu Martinez sta giocando i Mondiali, dobbiamo aspettare, ci sono tante situazioni e dobbiamo stare attenti su ogni situazione". Tradotto: il gradimento tecnico esiste, ma la trattativa è tutt'altro che vicina alla conclusione, l'Aston Villa continua a chiedere circa 15 milioni di euro per il cartellino, cifra che la Juventus considera eccessiva per un portiere di quasi 34 anni. I bianconeri attendono un abbassamento delle pretese, altrimenti il piano B resta rappresentato da Guglielmo Vicario. Anche qui prevale il pragmatismo: nessuna corsa, nessuna asta.

Kessié, Brahim Diaz e Theo Hernandez: arriva la frenata

La dichiarazione più netta riguarda però i nomi che nelle ultime settimane erano stati accostati con insistenza alla Juventus: "Non c'è di vero. Sono giocatori importantissimi, ma se analizziamo un po' costi e valori oggi non possono entrare a far parte della costruzione di questa società", una frase che suona quasi come una smentita. Franck Kessié, Brahim Diaz e Theo Hernandez sono profili di assoluto livello internazionale, ma rappresentano investimenti incompatibili con l'attuale sostenibilità economica bianconera. Tra ingaggi elevati, bonus alla firma e costi complessivi delle operazioni, il margine tra desideri e possibilità resta molto ampio.

Dalle ambizioni alla realtà

L'impressione è che Carnevali abbia voluto abbassare la temperatura attorno al mercato juventino, nelle ultime settimane si è parlato di Martinez, Kolo Muani, Theo Hernandez, Kessié, Brahim Diaz, Bruno Fernandes, Goretzka e di tanti altri profili di primo piano, una lista che inevitabilmente aveva alimentato entusiasmo tra i tifosi,  le dichiarazioni dell'amministratore delegato raccontano invece una Juventus diversa: attenta ai conti, pronta a cogliere occasioni, ma senza derogare ai limiti di spesa. L'arrivo di Carnevali e Massara rappresenta senza dubbio un salto di qualità dal punto di vista dirigenziale. Ma il mercato, almeno finora, racconta ancora una squadra in attesa.

Spalletti aspetta rinforzi, la concorrenza continua a muoversi e il tempo corre verso l'inizio della stagione, per questo motivo, oltre alle dichiarazioni, serviranno presto operazioni concrete, i dirigenti possono programmare, trattare e negoziare, ma alla fine saranno i giocatori a determinare il livello della Juventus ed oggi, tra prudenza e sostenibilità, l'impressione è che la distanza tra i sogni dei tifosi e la realtà del mercato sia ancora piuttosto ampia.