Suzuki avrebbe lo stesso appeal di Di Gregorio. E gli stessi problemi
ZIon Suzuki è un profilo che piace a diversi club. Il Paris Saint Germain, sì, al posto di un Chevalier che rischia di essere ceduto. Poi l'Aston Villa e, appunto, la Juventus. Una sorta di triangolo che potrebbe portare a movimenti nei prossimi giorni, anche se qualche piccola perplessità per il giapponese, a Torino, c'è.
Stesso pedigree
In questo momento Suzuki è paragonabile al Di Gregorio dopo l'anno a Monza, quando aveva fatto molto bene - uno dei migliori della stagione - salvo poi costringere i bianconeri a svincolare Szczesny, dietro pagamneto di cospicuo indennizzo all'esodo, ma non risultare un fattore fra la scorsa annata e quella appena conclusa. Ci sarebbe da chiedersi cosa succederebbe al primo strafalcione di Suzuki con la maglia bianconera. Probabilmente la stessa cosa, con le critiche che potrebbero inghiottirlo perché non ha lo stesso curriculum dell'argentino.
Sarebbe quindi un problema. Perché un conto è puntare su Alisson oppure su Dibu Martinez, un altro su un portiere che qualche critica l'ha ricevuta anche a Parma, seppur sia un profilo che piace alle big: l'anno scorso il Bayern Monaco aveva chiesto informazioni salvo poi non affondare per la permanenza di Manuel Neuer, quest'anno il PSG potrebbe puntarci ma non come titolare. Ed è la differenza fra la Juve e i francesi.


