Juventus, Carnevali: "Europa League può diventare un'opportunità. Ottimo lavoro degli arbitri"
L'amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali ha parlato a Radio Anch'Io Sport su Radio Rai, ripartendo dalla sconfitta di ieri sera contro il Sassuolo e dalla giornata speciale vissuta per il ritorno al Mapei Stadium: "Un qualcosa di speciale, a Sassuolo sono stato 13 anni. Un percorso importante, in cui c'è stata una crescita della società ed è stato emozionante tornare. Penso ai collaboratori, a tanti amici e alla proprietà Squinzi che mi ha aiutato nel mio percorso di crescita. I ricordi vanno al dottor Squinzi, alla moglie e ai figli che sono persone straordinarie, il Sassuolo è una grande società con un grande allenatore che anche ieri ha fatto vedere le sue qualità. Una giornata speciale al di là del risultato, che non ci voleva".
Cosa non ha funzionato?
"Il risultato di ieri è negativo, è vero. Abbiamo commesso vari errori anche se abbiamo creato delle occasioni. Fa parte del percorso di crescita, inutile nascondere che siano stati fatti degli errori. Probabilmente questi sono stati fatti anche perché dopo averla recuperata per due volte abbiamo cercato di vincerla a tutti i costi, così facendo abbiamo lasciato occasioni al Sassuolo che è comunque una squadra forte. Abbiamo perso equilibrio per cercare di vincere la partita, io di positivo ci trovo questo spirito. Spero che questa sconfitta ci possa servire di insegnamento, nelle cose bisogna trovare il positivo, guardiamo gli errori fatti per cercare di non ripeterli. Le colpe sono di tutta la squadra".
Ora arriva l'Europa League, può essere un obiettivo?
"Per me è una competizione importante e devo cercare di ottenere il massimo risultato. Per competere per lo Scudetto c'è ancora molto da lavorare, mentre l'Europa League che resta un impegno difficile con le sue trasferte, può essere un'opportunità e per noi deve diventarlo".
Il nuovo approccio degli arbitri con pochi fischi e pochi rigori?
"Molto positivo, spero che questo atteggiamento si possa portare avanti anche nelle prossime partite. Ieri Sacchi ha fatto un'ottima gara, direi molto bene. Sono felice del metodo di lavoro che sta portando avanti Orsato, è bello, il calcio è diventato più veloce e c'è meno perdita di tempo. Questo aiuta lo spettacolo, il campionato è più divertente e più competitivo. Il lavoro che si sta portando avanti è ottimo".
Alcuni giocatori che sembravano fuori dal progetto sono tornati fondamentali...
"Le valutazioni si fanno, così come si sa che lavoro si sta facendo. Noi cerchiamo di capire quali sono le opportunità, le possibilità. Io sono arrivato in un grande club e sto studiando, guardare la Juventus da dentro è diverso che farlo da fuori. Abbiamo creato un gruppo di lavoro molto buono, con Spalletti che è un allenatore straordinario, fra i più bravi che ci sono. Poi con tutta l'area sportiva, con Massara e Ottolini, ma serve tempo. Noi abbiamo cercato di capire i giocatori che abbiamo a disposizione e abbiamo fatto dei ragionamenti, legandoli anche alle componenti economiche e all'agreement con la UEFA. Ci vuole tempo, noi dobbiamo lavorare senza pensare a quello che è stato fatto in passato, proiettandoci a quello che si potrà fare in futuro. Dovremo lottare ogni domenica in campionato, con lo spirito giusto di un grande club come la Juventus".
Continua a mancare un grande attaccante alla rosa della Juventus? Con Vlahovic non era possibile ricucire?
"Io non ho mai parlato col ragazzo, appena arrivato so che era stata fatta una proposta importante non accettata dal giocatore. Non sono la persona che va a correre dietro i calciatori. Immagino che Vlahovic sia stato rispettoso della maglia della Juventus, ma se la proposta non è stata accettata per me finisce lì. La Juventus è un'ottima squadra con tanti giocatori, abbiamo avuto molti infortuni lunghi ma abbiamo tanti calciatori importanti e lavoriamo con quelli che ci sono. Abbiamo una rosa ampia con giocatori giovani, dobbiamo pensare a quello che si può costruire".
Fra i tifosi girano già voci su un possibile ritorno di Conte... Spalletti può essere a rischio?
"Il mio spirito non è quello di cambiare frequentemente allenatori, non ci penso assolutamente. Qua dobbiamo programmare, se si cambia non si costruisce niente. Serve tempo e pazienza, dovremo ingoiare bocconi amari ma poi ci toglieremo anche delle soddisfazioni. Col tempo le squadre diventano più competitive, non possiamo pensare che la Juventus sia diventata una società di livello più basso di quello che è. Siamo in un ciclo, ci saranno difficoltà e anche possibilità di tornare all'apice".
Quali gli obiettivi della Juventus?
"L'obiettivo della Juventus è vincere. Noi faremo il massimo di quello che possiamo fare, allo stesso tempo serve lavorare. Le chiacchiere contano poco e nulla, l'unico modo per crescere è lavorare e la voglia non manca a nessuno".
A centrocampo si gioca tantissimo, i rigori sono meno, l'arbitro lascia spesso correre...
"Nel nuovo metodo c'è l'idea di non fermare troppo il gioco, soprattutto su falli che tali non sono. Non dobbiamo esagerare, perché a volte il gioco va fermato se il fallo c'è. Se questo aiuta lo spettacolo ben venga, anche sul discorso dei rigori e dei falli di mano che a volte erano ridicoli. Noi dobbiamo accettare, come società, le decisioni del mondo arbitrale perché a volte saremo danneggiati noi e a volte gli avversari".






