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Mercato 2026, la classifica degli incassi: domina il ChelseaTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 00:30Calciomercato
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Mercato 2026, la classifica degli incassi: domina il Chelsea

Il Chelsea guida la classifica degli incassi del mercato estivo 2026 con 447,8 milioni. Sei club di Premier League sono presenti nelle prime dieci posizioni.

Il mercato estivo del 2026 ha aggiornato diversi primati economici. A prendersi la scena è stata ancora una volta la Premier League, capace di raggiungere livelli di spesa difficilmente avvicinabili dagli altri campionati europei.

La potenza delle società inglesi, però, non emerge soltanto dagli investimenti effettuati per acquistare nuovi giocatori. Le operazioni in uscita hanno infatti generato entrate altrettanto impressionanti, permettendo a numerosi club di finanziare almeno in parte campagne acquisti particolarmente costose.

Nella graduatoria delle dieci società che hanno incassato di più attraverso le cessioni compaiono ben sei formazioni della Premier League. Un dato che conferma la straordinaria capacità del calcio inglese di attribuire valore ai propri giocatori e movimentare somme elevate anche attraverso operazioni interne.

Il Chelsea supera quota 447 milioni

Al primo posto si trova il Chelsea allenato da Xabi Alonso. Il club londinese ha incassato complessivamente 447,8 milioni di euro, staccando nettamente tutte le concorrenti.

I Blues hanno ancora una volta movimentato un numero elevato di calciatori, sfruttando una rosa particolarmente ampia e monetizzando diverse uscite. Le cessioni hanno permesso al Chelsea di sostenere nuovi investimenti e, contemporaneamente, chiudere la sessione con un saldo positivo.

Un risultato significativo, soprattutto considerando che il club ha speso circa 400 milioni per rinforzare la squadra. Il Chelsea si conferma così uno dei principali protagonisti del mercato mondiale, tanto nelle entrate quanto nelle uscite.

Aston Villa e Manchester City sul podio

La seconda posizione è occupata dall’Aston Villa, che ha ricavato 365,25 milioni di euro dalle partenze completate durante l’estate. Una cifra che testimonia la crescita economica e sportiva della società di Birmingham.

Subito dietro si trova il Manchester City, con 337,02 milioni. Anche il club campione d’Inghilterra ha saputo finanziare parte della propria imponente campagna acquisti attraverso alcune cessioni particolarmente redditizie.

Il City è stata una delle società più attive in assoluto, investendo cifre importanti per rinnovare il centrocampo e aumentare le alternative offensive. Gli incassi ottenuti hanno contribuito a rendere maggiormente sostenibile un mercato in entrata da record.

Il PSG interrompe il dominio inglese

Il primo club non appartenente alla Premier League è il Paris Saint-Germain. La società francese occupa il quarto posto con 334,03 milioni di euro incassati.

La presenza del PSG non sorprende, considerando il valore della rosa e la capacità del club di concludere operazioni internazionali di primo livello. I parigini precedono il Newcastle, quinto con 279,1 milioni.

Il West Ham completa il gruppo delle società capaci di superare i 200 milioni, raggiungendo quota 217,15 milioni di euro.

Strasburgo e Sporting con lo stesso incasso

Al settimo e all’ottavo posto si trovano Strasburgo e Sporting Lisbona. Entrambe le società hanno ricavato 200,85 milioni di euro.

Per lo Strasburgo si tratta di un dato particolarmente rilevante, che conferma la capacità del club francese di valorizzare i propri talenti e inserirli nel mercato internazionale. Lo Sporting continua invece la tradizione delle società portoghesi, storicamente molto efficaci nello sviluppo e nella vendita dei giocatori.

Chiudono la classifica il Brighton, con 192,15 milioni, e il RB Lipsia, arrivato a 175,75 milioni. Anche queste due società hanno costruito negli anni modelli fondati sul reclutamento di giovani talenti, sulla loro crescita e sulla successiva cessione a cifre elevate.

I dieci club con gli incassi più alti

Questa è la graduatoria completa delle società che hanno guadagnato di più dalle cessioni durante il mercato estivo 2026:

Chelsea: 447,8 milioni di euro

Aston Villa: 365,25 milioni

Manchester City: 337,02 milioni

Paris Saint-Germain: 334,03 milioni

Newcastle United: 279,1 milioni

West Ham: 217,15 milioni

Strasburgo: 200,85 milioni

Sporting Lisbona: 200,85 milioni

Brighton: 192,15 milioni

RB Lipsia: 175,75 milioni

Sei società inglesi nelle prime dieci

Chelsea, Aston Villa, Manchester City, Newcastle, West Ham e Brighton: la Premier League occupa sei posizioni sulle dieci disponibili.

Fuori dall’Inghilterra riescono a entrare nella classifica soltanto PSG, Strasburgo, Sporting Lisbona e RB Lipsia. Non compare invece nessuna società italiana o spagnola, un altro segnale della differenza economica che separa il campionato inglese dalle altre grandi leghe europee.

Una parte rilevante degli affari della Premier è stata conclusa direttamente tra società inglesi. Le valutazioni particolarmente elevate riconosciute per trasferimenti interni hanno suscitato dubbi e discussioni sulla stampa, soprattutto riguardo ai criteri utilizzati per stabilire il valore di alcuni calciatori. In assenza di elementi concreti, tuttavia, è corretto parlare di interrogativi mediatici e non di irregolarità accertate.

La Premier domina entrambi i lati del mercato

Il quadro finale mostra un campionato capace di spendere più di qualsiasi altro, ma anche di generare ricavi straordinari. Gli elevati diritti televisivi, la disponibilità degli investitori e la forza commerciale globale permettono alle società inglesi di acquistare e vendere a valutazioni irraggiungibili per gran parte delle concorrenti.

Il Chelsea rappresenta il caso più evidente: quasi 448 milioni incassati e circa 400 investiti. Ma anche i numeri di Aston Villa e Manchester City confermano che la superiorità economica della Premier non riguarda più soltanto le squadre tradizionalmente considerate più ricche.

Il mercato estivo 2026 consegna quindi un altro primato al calcio inglese. La Premier League domina la classifica della spesa, controlla quella degli incassi e continua ad aumentare la distanza economica dal resto d’Europa.

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