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Juventus, troppi infortuni: soltanto sfortuna o c’è qualcosa da rivedere?TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, troppi infortuni: soltanto sfortuna o c’è qualcosa da rivedere?

Yildiz, Thuram, Cambiaso, McKennie ed Ekhator: l’infermeria della Juventus è già affollata. C’è molta sfortuna, ma il club deve analizzare ogni causa.

Due partite di campionato e un’infermeria già affollata, la Juventus ha conquistato sei punti, ma Luciano Spalletti rischia di arrivare alla sfida con il Milan senza diversi giocatori importanti.

Yildiz è stato operato al quinto metatarso e resterà fuori per circa tre mesi, per Thuram si attende il consulto specialistico a Lione per il ginocchio. Cambiaso ha riportato un problema alla caviglia, McKennie è alle prese con un affaticamento muscolare ed Ekhator si è fermato nuovamente accusando un problema alla coscia che lo terrà fuori un pò. A questi casi si aggiunge Zhegrova, escluso contro il Parma per un fastidio muscolare e reduce da una lunga gestione dopo l’intervento per la pubalgia.

La domanda diventa inevitabile: è soltanto sfortuna oppure c’è qualcosa che deve essere analizzato più attentamente?

Non tutti gli infortuni hanno la stessa origine

Prima di cercare responsabilità, bisogna distinguere le diverse situazioni. La frattura di Yildiz è un infortunio traumatico e difficilmente può essere collegata alla preparazione atletica o alla gestione dei carichi. Lo stesso vale, almeno inizialmente, per la distorsione alla caviglia accusata da Cambiaso contro il Parma, alcuni problemi nascono da un contrasto, da un appoggio irregolare o da una dinamica imprevedibile. Attribuire automaticamente ogni stop allo staff medico o atletico sarebbe scorretto. Il calcio presenta una componente inevitabile di rischio e una parte dell’emergenza juventina dipende realmente dalla sfortuna.

Diverso è il discorso relativo ai problemi muscolari e alle ricadute.

Thuram e Zhegrova erano già situazioni delicate

La Juventus conosceva le condizioni di Thuram, il francese ha saltato gran parte della preparazione a causa della sindrome femoro-rotulea e il nuovo stop ha riaperto un problema mai definitivamente superato. Il consulto con Bertrand Sonnery-Cottet servirà a stabilire se sarà possibile proseguire con una terapia conservativa oppure se diventerà necessario l’intervento chirurgico. Fino a quel momento non è possibile formulare diagnosi definitive.

Resta però una considerazione: costruire il centrocampo contando sulla piena affidabilità di Thuram rappresentava un rischio. La società avrebbe dovuto proteggersi prima, senza arrivare agli ultimi giorni di mercato con la necessità urgente di trovare un sostituto.

Anche Zhegrova proveniva da una situazione complessa, l a pubalgia e il successivo intervento ne avevano limitato la continuità. Il nuovo fastidio muscolare non rappresenta necessariamente una ricaduta, ma conferma quanto fosse difficile considerarlo una certezza.

Il nuovo stop di Ekhator preoccupa

Il caso più delicato è forse quello di Jeff Ekhator. Il giovane attaccante era appena rientrato dall’infortunio accusato a luglio e si è fermato nuovamente durante la partitella alla Continassa. Gli accertamenti stabiliranno la natura del problema alla coscia e i tempi di recupero. Prima degli esami sarebbe sbagliato parlare di lesione o collegare con certezza il nuovo stop al precedente. Una ricaduta così ravvicinata, però, impone necessariamente un approfondimento. Bisognerà capire se il giocatore fosse completamente recuperato, se la nuova problematica interessi la stessa zona e come sia stato programmato il suo reinserimento. Non si tratta di individuare immediatamente un colpevole, ma di verificare ogni passaggio. La salute di un calciatore giovane deve venire prima della necessità di recuperare rapidamente un’alternativa.

Il calendario non ha ancora cominciato a pesare

L’aspetto maggiormente preoccupante è rappresentato dal momento della stagione. La Juventus ha disputato soltanto due giornate di campionato e non ha ancora iniziato il percorso in Europa League. L’accumulo di partite, i viaggi e gli impegni del giovedì non possono quindi essere indicati come causa principale. L’emergenza è arrivata prima della fase nella quale la gestione delle energie diventerà realmente complicata. Spalletti rischia di affrontare il Milan con una rosa già ridotta e dovrà successivamente preparare una stagione su tre competizioni. Senza interventi sul mercato, gli uomini rimasti disponibili sarebbero costretti a giocare ancora di più, aumentando ulteriormente il pericolo di sovraccarichi.

È un circolo che la Juventus deve interrompere subito.

Sfortuna sì, ma non può diventare un alibi

La componente sfortunata è evidente. La frattura di Yildiz e il problema alla caviglia di Cambiaso non possono essere imputati alla preparazione. Altre situazioni, invece, appartengono a giocatori già fragili o reduci da lunghi periodi di inattività. La risposta più corretta sta probabilmente nel mezzo. Non esiste un’unica causa e non sarebbe serio puntare il dito contro lo staff senza elementi. Allo stesso tempo, liquidare tutto come semplice malasorte impedirebbe alla Juventus di correggere eventuali criticità. Il club deve interrogarsi sulla costruzione della rosa, sulla gestione dei recuperi e sulla scelta di affidarsi a calciatori con condizioni fisiche ancora incerte.

La Juventus ha iniziato bene sul campo, ma la stagione è appena cominciata. Se l’infermeria è già piena ad agosto, bisogna intervenire prima che l’emergenza diventi strutturale. La sfortuna esiste, ma una grande società deve prepararsi anche a limitarne le conseguenze.

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