Negli ultimi anni tutto è cambiato tranne una componente
Nel 2019-20 la Juventus ha vinto il suo nono Scudetto consecutivo. Quella che sembrava una dinastia è crollata sotto il peso dello stipendio di Cristiano Ronaldo, degli acquisti a peso d'oro - Arthur su tutti - e dell'affaire plusvalenze. I tifosi si erano quasi stufati di vincere lo Scudetto, aspirando quasi per diritto divino alla Champions. Invece da lì in poi è cambiato tutto.
Giocatori, dirigenti e allenatori nel mirino
Ogni anno è sempre la stessa storia. Cambia la dirigenza, tre anni su tre - quattro su cinque considerando il primo anno di Giuntoli dove non ha potuto operare - si modificano gli allenatori, due anni su due (ma in tre anche qui, con outlook positivo per il quarto a meno di un'inversione di tendenza di Spalletti) e non parliamo dei calciatori, tourbillon 2024 a parte. Eppure i risultati sono sempre gli stessi, con una possibile grande crisi già a settembre - che è il nuovo ottobre, almeno per le nazionali - e la sensazione di essere lontani dalla vetta. E forse anche dal quarto posto, escludendo balbettii delle altre.
La proprietà invece...
Negli ultimi anni c'è stato un investimento sul mercato anche grazie ai soldi riscossi dalla Next Gen, oltre 170 milioni dal 2023. Altrimenti sarebbe stata una dieta nemmeno troppo salutare. O forse sì, ripartendo da quel settore giovanile che ora è utilizzato come bancomat. È cambiata anche la testa della proprietà, da Andrea Agnelli a John Elkann. Da lì in poi, solo una Coppa Italia con annessa sfuriata di Allegri: è solo un caso?


