Spalletti prepara la ripartenza ma non sarà facile
La Juventus riparte e questa volta Luciano Spalletti ha un obiettivo molto preciso: trasformare la sosta in un vantaggio, dopo i cinque giorni di riposo concessi alla squadra, alla Continassa è iniziata una fase di lavoro che può diventare fondamentale per il prossimo segmento della stagione. Cambiaso ha smaltito i problemi alla caviglia ed è tornato a disposizione, mentre Kolo Muani può allenarsi nonostante il recente intervento alla mano.
Spalletti vuole mettere benzina nel motore
Il programma parla chiaro. Per i giocatori rimasti a Torino è previsto un mini richiamo di preparazione atletica, mentre venerdì 2 ottobre l'amichevole contro la Cremonese servirà soprattutto a mantenere il ritmo partita e a dare minuti a chi in questa fase ha avuto meno spazio.
Non è un dettaglio. La Juventus ha pagato in questo avvio di stagione una serie impressionante di problemi fisici, oltre alla necessità di inserire velocemente numerosi nuovi acquisti. Nelle prime cinque giornate Spalletti ha utilizzato mediamente più di sette nuovi innesti a partita: una rivoluzione accelerata ulteriormente dagli infortuni, sdesso serve mettere ordine.
La Juve vista contro NEC e Atalanta è la strada
La sconfitta contro il Sassuolo aveva lasciato qualche crepa, soprattutto per il modo in cui era maturata, la risposta successiva, però, ha indicato una strada: maggiore compattezza, meno distanze tra i reparti e una squadra più equilibrata. Spalletti ha dimostrato di non essere prigioniero di un sistema. Il passaggio alla difesa a tre e al 3-4-2-1 ha restituito protezione alla squadra, senza necessariamente rinunciare alla qualità offensiva. La pausa deve servire soprattutto a consolidare questi principi.
Il vero problema saranno i nazionali
C'è naturalmente un limite al lavoro di Spalletti: gran parte della squadra è in giro con le rispettive nazionali. Vicario, Alajbegovic, Celik, Conceição, Nico Gonzalez, Kalulu, Koopmeiners, Lucumí, Douglas Luiz, Sarr, Woltemade e Zhegrova sono tra i giocatori partiti durante questa finestra. Il tecnico dovrà quindi gestire due Juventus: quella che può allenare alla Continassa e quella che tornerà soltanto successivamente. Proprio per questo diventerà fondamentale monitorare minutaggi, viaggi e condizioni dei nazionali.
Dopo la sosta non ci saranno più pause
Il punto è proprio questo. La Juventus si prepara a entrare in una fase nella quale gli impegni aumenteranno e il margine per lavorare durante la settimana diminuirà drasticamente, questi giorni rappresentano quindi un'occasione preziosa, Spalletti deve utilizzarli per aumentare la condizione, recuperare giocatori e soprattutto dare una struttura definitiva alla sua Juventus.
Perché finora abbiamo visto diverse versioni della squadra, quella aggressiva, quella fragile, quella spettacolare e quella finalmente più compatta, dopo la sosta servirà soprattutto una Juventus riconoscibile.
E questa è probabilmente la missione più importante di Spalletti nei prossimi giorni.


