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Spalletti lancia l'allarme!

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 09:05Primo piano
autore Massimo Pavan
29.10.2026 09:05Primo piano
Juventus, Spalletti chiede scusa ai tifosi e lancia l'allarme: "Poca lotta, dobbiamo cambiare". Poi difende la sua posizione
www.imagephotoagency.it
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Luciano Spalletti non cerca di nascondere la delusione dopo la pesante sconfitta della Juventus contro il Genoa. Il 2-0 di Marassi apre interrogativi profondi sulla condizione della squadra, sulla sua tenuta mentale e sulla capacità di affrontare partite ad alta intensità, l'allenatore bianconero ha analizzato con amarezza la prestazione, sottolineando soprattutto la mancanza di aggressività nei duelli individuali.

Ma dalle sue parole emerge anche un altro elemento: la difficoltà di lavorare quotidianamente con un organico ridotto dagli infortuni e dagli impegni ravvicinati.

Spalletti chiede scusa: "La prima cosa da fare è chiedere scusa ai tifosi"

Il tecnico parte assumendosi la responsabilità di una prestazione profondamente negativa.

"La prima cosa da fare è chiedere scusa ai tifosi. Poi io sono aperto a parlare di qualsiasi cosa di squadra, di comportamento e di gioco in campo. Ma se dobbiamo parlare di difficoltà che abbiamo avuto stasera è abbastanza facile. Non siamo stati al livello di impatto fisico e di duello".

Una dichiarazione significativa, che conferma quanto Spalletti sia rimasto colpito dall'atteggiamento della squadra. La Juventus non è riuscita a pareggiare l'intensità del Genoa, perdendo contrasti in ogni zona del campo e mostrando una fragilità che ha condizionato l'intero incontro.

"Abbiamo perso da un punto di vista di intensità qualsiasi cosa che poteva tradurre la partita in giocata".

Il problema, secondo l'allenatore, non riguarda soltanto gli errori tecnici o le scelte tattiche, ma la capacità stessa di sostenere il confronto fisico richiesto dal calcio moderno.

"Sono sorpreso": il passo indietro rispetto al Lecce

Uno degli aspetti che preoccupano maggiormente Spalletti è la differenza tra la prestazione contro il Lecce e quella offerta pochi giorni dopo a Marassi. Il tecnico si aspettava una squadra capace di confermare i segnali positivi mostrati nella precedente partita. Invece ha trovato un gruppo meno aggressivo, più fragile e incapace di reagire alle difficoltà. "Per cui, è una sorpresa per me ritrovarmi in questa partita e vedere ribaltato l’atteggiamento che c’era stato contro il Lecce".

Una situazione che evidenzia la mancanza di continuità della Juventus. Spalletti non riesce a spiegarsi come la squadra possa cambiare così radicalmente atteggiamento nel giro di pochi giorni.

Il problema diventa ancora più complicato da affrontare considerando il poco tempo a disposizione per allenare il gruppo.

Rosa ridotta e allenamenti impossibili: la spiegazione di Spalletti

L'allenatore insiste sulle difficoltà legate agli infortuni e al numero limitato di giocatori disponibili. "Non li rialleno perché ora ho 17 calciatori, di cui due o tre sono nei ruoli in cui ho un piccolo gruppo di persone, e non è che possa metterli tutti".

Spalletti spiega che, con una rosa così ridotta, diventa complicato organizzare sedute ad alta intensità e lavorare sulle situazioni che emergono durante le partite. Il tecnico ritiene fondamentale riprodurre in allenamento il livello dei contrasti e della pressione che le squadre avversarie propongono ormai sistematicamente.

Ma il calendario e le assenze impediscono di farlo con la necessaria continuità. Una spiegazione che aiuta a comprendere le difficoltà del gruppo, anche se non cancella le responsabilità per quanto visto contro il Genoa.

"Poca lotta": il dubbio più pesante sui giocatori

Il passaggio più significativo dell'intervento di Spalletti riguarda la capacità dei suoi calciatori di sostenere il confronto fisico. "Sì, il fatto che ci ha messo poco di tutto, bisognava, bisogna andare a vedere se in questo momento qui questi giocatori ce l'hanno questo tutto".

Parole forti, che aprono una riflessione sulle caratteristiche della rosa.

Il tecnico non mette semplicemente in discussione la prestazione di una sera, ma si interroga sulla possibilità che alcuni giocatori non riescano a garantire il livello di aggressività necessario.

Spalletti aggiunge: "Però effettivamente poca roba, poca poca lotta e questo è un tema che è dall'inizio dell'anno che che andiamo ad affrontarlo".

Non si tratta, dunque, di un problema emerso improvvisamente a Genova.

Secondo l'allenatore, le difficoltà nei contrasti e nei duelli accompagnano la Juventus dall'inizio della stagione.

Una situazione preoccupante, perché suggerisce che le criticità siano più profonde di una semplice giornata negativa.

Spalletti difende le scelte iniziali: "Rifarei le stesse"

Nonostante la sconfitta, l'allenatore non rinnega la formazione scelta per affrontare il Genoa. Spalletti spiega che inserire Woltemade dall'inizio avrebbe potuto favorire le caratteristiche dei difensori avversari, particolarmente efficaci nel confronto fisico e sui palloni alti.

Il tecnico conosce bene Østigård e ritiene che la Juventus dovesse cercare di metterlo in difficoltà attaccando gli spazi.

Per questo, anche dopo aver visto il risultato, conferma la validità del ragionamento iniziale.

"Nel secondo tempo, per esempio, ho messo Woltemade, ma, dal mio punto di vista, se dovessi rigiocare la partita, rifarei le stesse scelte iniziali".

Una posizione netta, che dimostra come Spalletti consideri il problema principale non tanto la formazione di partenza quanto l'interpretazione della gara.

McKennie denuncia la mancanza di volontà: Spalletti è preoccupato

Nel dopopartita arrivano anche parole pesanti da parte di Weston McKennie, che richiama la squadra alla necessità di compiere uno sforzo maggiore.

Spalletti condivide la preoccupazione, sottolineando la differenza tra l'aggressività mostrata dagli avversari e quella della Juventus.

Il tecnico parla di esitazioni nei contrasti e di difficoltà nell'assumere decisioni immediate.

Una fragilità che diventa particolarmente evidente quando gli avversari aumentano il ritmo.

L'allenatore, però, preferisce evitare giudizi affrettati e annuncia la necessità di analizzare con lucidità quanto accaduto.

Il rischio, secondo Spalletti, è quello di aggravare ulteriormente una situazione già delicata attraverso dichiarazioni dettate dalla delusione.

"Sono la persona giusta": Spalletti non pensa di farsi da parte

In conferenza stampa arriva anche una domanda diretta sulla sua capacità di risollevare la Juventus. La risposta dell'allenatore è chiara.

"Dal punto di vista mio, sull'essere la persona giusta, sì. Secondo me sarebbe difficile per chiunque per la situazione attuale". Spalletti riconosce la complessità del momento, ma ritiene di avere gli strumenti per affrontarlo. La conoscenza del gruppo e delle difficoltà che hanno portato alla situazione attuale rappresenta, secondo il tecnico, un vantaggio importante. L'allenatore accetta comunque che il suo lavoro venga giudicato e discusso.

Non cerca quindi di sottrarsi alle responsabilità, ma ribadisce la volontà di trovare soluzioni senza stravolgere tutto sull'onda della delusione.

Adesso la Juventus deve trovare una risposta immediata.

Perché il calendario non aspetta, la classifica diventa sempre più pesante e i tifosi non possono continuare ad assistere a prestazioni come quella di Marassi. Spalletti dice di essere ancora l'uomo giusto per risollevare la squadra. Ora dovrà dimostrarlo sul campo, a partire dalla sfida contro il Napoli.

per Tuttojuve.com

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