Spalletti a DAZN: "Primo tempo molto serio, nel seco do ci siamo abbassati troppo. Douglas Luiz ha tutte le qualità, ma deve giocare dentro questo ritmo. Se dormirò? Non solo so, perchè..."
Fabio Moretti
L'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha commentato la vittoria sul Lecce ai microfoni di DAZN. Le sue considerazioni:
Abbiamo sentito poco fa le parole di Douglas Luiz, che ha detto delle belle parole a proposito di questa vittoria e di lei nello specifico, e di quanto può far bene in generale all'ambiente alleggerire un pochino anche la pressione che c'è stata, che c'è stata in questi giorni. Nel prepartita Cambiaso ci parlava di un nuovo confronto dopo Rennes, di un richiamo al senso di responsabilità e più sangue, soprattutto nel primo tempo. Questa sera è una risposta che si porta via da Lecce, la risposta che ha avuto visto che sono stati messi in discussione a volte più dagli uomini della Juventus che dai giocatori della Juventus.
"Sì, è così. Stasera abbiamo giocato un primo tempo molto serio, da di livello, da squadra di rango, da squadra tosta, da squadra che che voleva vincere la partita e l'ha subito indirizzata. Al di là del 2-0, secondo me, aveva creato situazioni che è difficile andarle a creare con una sequenza come ha fatto nel primo tempo, perché troppe volte è mancato quel passaggio più preciso che ci mettesse poi in condizione di prendere il vantaggio sulla supremazia che avevamo avuto poi nella gestione della palla. Poi il secondo tempo, invece, ci siamo un po' riabbassati, abbiamo un'altra volta un po' gestito, si è perso troppe troppe palle timide e loro sono rientrati in partita da un punto di vista di gestione di gara. Però, poi c'era il 2-0 e l'importante era non allungarsi troppo, non non concedere degli spazi che poi potevano farti male."
I ragazzi in campo vi ascoltano, mister. Io definisco, ho definito la Juventus una squadra concreta stasera, perché non ha preso gol, perché ha saputo anche soffrire nel momento in cui il Lecce è venuto fuori, ma che ha fatto un grande primo tempo. Douglas Luiz ha preso in mano il centrocampo, accelerava, decelerava, verticalizzava. La bravura dei centrocampisti è anche quando si muovono gli attaccanti e questo è quello che ha fatto la Juventus stasera. È stata una squadra, soprattutto nel primo tempo, in continuo movimento.
"Sì, è stata una squadra solida da aggettivo preciso che oggi ha avuto sostanza, solidità, ha avuto intuizione, ricerca perché hanno giocato spesso d'anticipo, sapevano dove andare a portare la palla con i tempi giusti, con il ritmo giusto e però bisogna continuare anche il secondo tempo, perché il secondo tempo no. E perché quelle pallettine perse, un po' timide, lo faccio, non lo faccio, perché cominci a pensare involontariamente al 2-0 e il 2-0 ti metti al sicuro per due minuti, perché in due minuti si può prendere due gol nel calcio. Per cui ci vuole sempre, e si è avuto le possibilità, perché loro hanno cambiato tatticamente nel secondo tempo e ci hanno dato ancora più vantaggio da un punto di vista di possibilità di scelta e possibilità di fargli male. Invece poi siamo andati per doversi un po' difendere no, perché non ci siamo solo difesi, ma dover abbassare un po' la squadra e concedergli qualche qualche giropalla di troppo."
Torno su su Douglas Luiz perché, insomma, di cose importanti le aveva già fatte quest'anno, molti numeri davano la sensazione della della continuità di rendimento. Oggi ha fatto, ovviamente, gol, assist, una prestazione molto ispirata, in una fase va ricordato anche di grande precarietà lì in mezzo e comunque c'sono assenze da tempo, no, Locatelli, Thuram che che sicuramente pesano. Qual è il margine che ha questo giocatore che era venuto qui nel 24-25 e che sta che sta invece ovviamente conoscendo di partita in partita?
"Il margine è quello di giocare dentro questo ritmo qui, perché poi lui sa giocare, lui sa pulire la palla più velocemente senza per forza toccarla quattro-cinque volte e sa anticipare la giocata successiva, prepararsela. Ce l'ha gli occhi, ce l'ha la testa, ce l'ha il piede, è solo l'abitudine a a un andamento lento, andamento lento è quella barca che.... il calcio è un'altra roba. La tocchi due volte e via. E e lui ce l'ha, quando poi decide di stare dentro quei ritmi lì perché ha queste qualità, ce l'ha, se no si riduce a giocare quel calcio di tocchettini vicino, di tocchettini senza fare magari verticalità verticalità, però di cambio di gioco, come ha fatto nel primo tempo, se 8-8 volte siamo arrivati fino dentro l'area di rigore. Non importa per forza andare davanti, ma andiamo dall'altra parte e lui ce l'ha queste qualità qui, poi c'ha il piede perché nella punizione mentre torna indietro così, quell'angolazione chiusa lì, ci vuole piede per metterla precisa dietro la linea difensiva, perché è quella la difficoltà che poi venga colto di sorpresa è un pochettino vero se la fanno bene come l'hanno preparata, però lui ha la leggerezza del piedino per fare queste cose qui."
Spalletti, nel salutarla, le chiede: "Finalmente questa notte dormirà?"
"Ma non lo so, bisogna che perché poi se penso al secondo tempo mi risveglio subito."


