LA RESA DEI CONTI
Mario Cicerone
Come si dice in gergo, la resa dei conti. I numeri, dunque: in due partite in una settimana, una vittoria della Juventus, in campionato, e il pareggio dell’andata di Europa League. La ragione ammicca alla Viola: la rete di Gomez, a Torino, ha un suo peso preliminare. Alla bilancia del campo, unico tribunale di codici e di condanne, l’ultima parola. Che suona così: Pirlo. Il regista, alla seconda rete consecutiva da punizione, sale sul pulpito della cronaca e dei fasti.
Senza troppe esitazioni, la Fiorentina esibisce subito alcuni proclami tattici. Aggressività e sentimento, intramezzati dal pressing e dal possesso palla, alimentano trame veloci e pungenti. Dopo pochi minuti di gioco, Gomez, imbeccato da Borja Valero, non becca la porta. Non che la Juventus resti stordita, ma i ritmi della Signora sembrano meno fumanti del solito. Llorente ha la prima occasione bianconera, ma il suo colpo di testa è troppo fiacco. La zavorra psicologica del confronto attanaglia l’estetica: qualche sobbalzo, tanta intensità. L’equilibrio scricchiola quando Ilicic, davanti a Buffon, calcia fuori. L’Apache, il migliore della Juve, prova più volte a rendersi pericoloso, invano. Il primo tempo si chiude così, come una corda di violino. Che non suona ancora, però.
Chiaro che l’equilibrio sia precario, schiavo della lotteria degli episodi. Il primo cambio del match è della Fiorentina: fuori Pizarro, infortunato, dentro Ambrosini. La Juventus aumenta il ritmo come in un lento crescendo. Vidal sfiora il vantaggio, ma il suo colpo di testa sorvola la traversa. L’intreccio della partita attende un punto di svolta. Che arriva, come un giro di chiave. Gonzalo Rodríguez atterra Llorente al limite d’area: espulso. Dalla successiva punizione, Pirlo carica la fionda e spara in rete. La rete avvelena i neuroni della Fiorentina. Ad un passo dall’abisso, Montella inserisce anche Roncaglia e Matri. La Juventus avrebbe persino l’occasione per bissare il bottino, ma Neto respinge un colpo di testa del Rey Leòn. Conte, allora, sostituisce Isla per Lichtsteiner, poi Llorente per Osvaldo. La Juve accarezza più volte il raddoppio, ma si spreme, indebita, in vani risultati: prima Vidal non becca la porta, di testa, da posizione favorevole, poi Tevez non raccoglie un assist di Osvaldo. Le ultime fasi sono esasperate. La Fiorentina sembra volersi nuovamente avventare, ma non ne ha la forza. E così vince la Juventus. La resa dei conti è bianconera.


