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IL DAZIO DELLA STANCHEZZA

autore
Mario Cicerone
per Tuttojuve.com
domenica 30 marzo 2014, 23:20Primo piano
autore Mario Cicerone
30.03.2014 23:20Primo piano
www.imagephotoagency.it
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Lo spettacolo era contenuto nei pronostici. Capolista contro terza, due grandi reparti offensivi. La rivalità come guarnizione. Il Napoli vive di esuberanze, come un dandy. Dal Genoa al Parma, passando per la Fiorentina, le giocate dei singoli avevano sopperito alle mancanze delle esigenze e alle esigenze delle mancanze. La Juventus segnava da 43 partite. Oggi non ha segnato. E quando una squadra di calcio non segna, o perde o pareggia. Madama ha perso. Di questi tempi, è una notizia.

Le trame partenopee sono pazienti e pungenti. Soverchiata, nel ritmo e nelle gambe, la Juventus: non accade spesso. La mole offensiva dei partenopei non frutta gruzzoli. Non che i vari Callejon e Hamsik pecchino di imprecisione, ma Buffon chiude i battenti. Una rete di Hamsik è annullata per fuorigioco. Responso della moviola: corretto. La sarabanda imperversa. Madama tenta di eludere scorci delicati. E l’equilibrio, come l’ago di una bilancia impazzita, è in preda ai capricci degli episodi. Qualche incursione di Pogba, per valicare il centrocampo. Il primo tiro è di Lichtsteiner: Reina blocca. Il Napoli vive di guizzi. I timori attanagliano la testa della Signora: le idee scarseggiano. Manca Tevez. Osvaldo e Llorente non offrono l’antidoto ai balbettii del gioco. Servirebbe qualcuno che trascini la squadra oltre i propri reticolati, che poi coincidono con le proprie paure. I due attaccanti ci provano, ma non ci riescono. Il Napoli dribbla con Insigne e colpisce con Callejon: lui, lo spagnolo, anticipa Asamoah e trafigge Buffon. Juventus sotto, nel risultato e nel tono.

Che alla Juve serva una svolta, anche importante, è cosa chiara ai più. Conte cambia Asamoah con Isla e sposta Lichtsteiner a sinistra. Più sparuta, come prevedibile, l’intensità partenopea. Eppure il Napoli potrebbe bissare, se Buffon non parasse una punizione di Ghoulam diretta all’incrocio. A bissare, e poi triplicare, è Conte: Marchisio al posto di Pogba, Vucinic per Osvaldo, i due cambi della Juventus. I minuti corrono. La contabilità a sfavore obbliga la Juventus ad aumentare i giri. Benitez, anche lui, cambia: dentro Pandev e Mertens, fuori Higuain e Hamsik. Il punteggio e gli istinti muovono i bianconeri, scissi tra la propria condanna e la propria ribalta. Il Napoli li colpisce alle spalle: su rilancio di Reina e assist di Pandev, Mertens dribbla Marchisio e incrocia in rete. Partita chiusa. Non che la Juventus si arrenda, ma la fatica opacizza le idee nell’orgoglio e l’orgoglio nelle idee. E così la Signora cade sconfitta. Chiamatelo, se volete, il dazio della stanchezza: è stato pagato. 

per Tuttojuve.com

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