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ESCLUSIVA TJ - Bagni: “Napoli-Juve sfida sempre intensa. Calcio sceso di livello, un tempo i grandi giocavano in Italia. Moggi? Amici come prima”

autore
Redazione TuttoJuve
Fonte: Intervista realizzata da Francesca Simonelli
giovedì 27 marzo 2014, 19:20Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
27.03.2014 19:20Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

All’indomani della vittoria ottenuta ai danni del Parma, la Juventus pensa già alla prossima gara di campionato prevista al San Paolo di Napoli, contro la squadra di Rafa Benitez. Una sfida dal sapore sempre particolare, anche se in questo momento gli azzurri hanno poche speranze di agganciare la Roma al secondo posto, mentre la Vecchia Signora, con lo scudetto ormai quasi in tasca, cerca il record dei 100 punti. La nostra redazione ha contattato in esclusiva Salvatore Bagni, che negli anni ’80 militava nel Napoli, e che è stato protagonista di numerose sfide scudetto proprio contro i bianconeri.

“Quando giocavo io, quelle con la Juventus erano sempre sfide epiche: da una parte c’era Platini, dall’altra Maradona, due tra i più grandi giocatori del mondo; inoltre la Juve era composta da giocatori che militavano quasi tutti in Nazionale. Il primo scudetto del Napoli partì proprio dal successo a Torino per 1-3, vittoria ottenuta, tra l’altro, in rimonta. Quell’anno non eravamo partiti come favoriti, ma da lì cominciammo a crederci, poi vincemmo anche al ritorno, faticando, e alla fine portammo a casa lo scudetto. Un altro scontro passato alla storia è la vittoria per 1-0 ottenuta al San Paolo grazie alla famosa punizione indiretta in area di rigore calciata da Maradona. Io ero stato espulso insieme a Sergio Brio dopo 10 minuti dall’inizio della partita, ma ricordo la punizione di Diego, che è rimasta negli annali”.

Oggi le due squadre si affrontano con uno spirito diverso, ma la sfida conserva sempre un certo fascino, è d’accordo?

“Per i napoletani certamente sì. Gli azzurri stanno crescendo tanto, l’anno scorso sono arrivati secondi, mentre quest’anno non hanno lottato per lo scudetto perché la Juve ha creato un distacco incredibile, e poi c’è stata la sorpresa Roma, che ad inizio stagione nessuno immaginava potesse fare tanto bene. Diciamo che Napoli e Juve, insieme alla Roma, sono le squadre che lottano e lotteranno anche l’anno prossimo per il vertice, quindi la sfida ha comunque un suo fascino”.

Quale tra le due squadre vede favorita?

“A questo punto del campionato, con la Juve che ha ormai già vinto lo scudetto e il Napoli che difficilmente potrà raggiungere la Roma al secondo posto, si gioca praticamente solo per il blasone. Io sarò allo stadio e spero chiaramente vinca il Napoli, in quanto mia ex squadra. Direi che i primi tre posti in classifica sono già assegnati, non c’è possibilità di inserimento per nessuno”.

La Juventus si appresta ad affrontare i Quarti di finale di Europa League. Crede che la squadra di Conte sia favorita per la vittoria finale?

“Assolutamente sì. Io avevo previsto una finale Juventus-Napoli, purtroppo non sarà possibile, ma i bianconeri rimangono favoriti, perché non ci sono squadre altrettanto forti. L’unica che potrebbe impensierire leggermente la squadra di Conte potrebbe essere il Benfica, ma per il resto il livello non è altissimo”.

Di cosa avrebbe bisogno la Juventus per imporsi anche in Champions League?

“La Juve ha già grandi giocatori, ma si può sempre migliorare, quindi andrebbero presi calciatori di tasso tecnico ancora superiore. Ricordiamo però da dove è nata questa Juventus vincente e il grande lavoro che è stato fatto da Conte. Ora bisogna crescere per gradi. Poi è chiaro che il nostro calcio non è al livello degli altri, basti pensare che negli anni ’80 Maradona e Platini giocavano in Italia, mentre oggi i migliori giocatori al mondo militano in altri campionati”.

In settimana lei ha intavolato una polemica con il direttore Moggi nel corso di una trasmissione televisiva di un’emittente locale campana. Vuole aggiungere qualcosa in merito a questo screzio?

“Non ho nulla da dire. Amici come prima”.

Fonte: Intervista realizzata da Francesca Simonelli

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