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La redazione di Tuttojuve.com ricorda Andrea Fortunato

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Redazione TuttoJuve
Fonte: di Deborah Schirru
venerdì 25 aprile 2014, 18:30Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
25.04.2014 18:30Primo piano

Sono passati 19 anni dalla scomparsa della giovane promessa del calcio italiano Andrea Fortunato, stroncato il 25 aprile del 1995 da una leucemia acuta linfoide, a soli 23 anni. Con la maglia della Juventus, la numero 3, il talentuoso terzino scende in campo 27 volte, firmando anche una rete. I dirigenti bianconeri lo notano nel pieno della sua avventura al Genoa. Durante la stagione 1992/93 in Liguria, il suo rendimento è eccellente fino all'ultima giornata, quando sigla il gol della salvezza nella sfida contro il Milan. La società rossoblu lo cede quindi alla Juve di Trapattoni per 12 miliardi di lire dando inizio al sogno dell’allora 22enne salernitano che, insieme alla chiamata di una big, guadagna anche qualche presenza nella Nazionale di Arrigo Sacchi. Andrea conquista subito un posto da titolare tra i bianconeri ma durante l’esperienza a Torino c’è qualcosa che non va. Il suo fisico non è al top. Le prestazioni in campo sono deludenti. I tifosi juventini lo contestano: non rende perché si è seduto sugli allori. Invece il ragazzo si sente sempre stanco, troppo stanco e con una febbre costante che non vuole andare via. Una spossatezza inspiegabile, senza apparenti cause.

Il dott. Riccardo Agricola, responsabile del servizio sanitario del club torinese, prescrive dunque una serie di analisi. La diagnosi è spietata. I compagni di squadra lo supportano, insieme ai tifosi bianconeri che si scusano con il giocatore. Inizia, così, il ciclo di cure che porta Andrea a subire due trapianti di midollo osseo. I medici sono ottimisti e, dopo alcuni periodi bui, le cure sembrano fare effetto. Il 26 febbraio del 1995, in vista della sfida contro la Sampdoria, il difensore si unisce al resto della squadra. Una gioia che dura poco perché, appena un mese dopo, una banale influenza si porta via il ragazzo. I funerali si svolgono nel Duomo della sua Salerno. Sergio Porrini e Gianluca Vialli ricordano il giovane giocatore davanti ai numerosissimi presenti. Quell’anno i compagni di Andrea vincono anche per lui il 23esimo scudetto bianconero sotto la guida di Marcello Lippi.

Fonte: di Deborah Schirru

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