ESCLUSIVA TJ - Luca Calamai (Gazzetta dello Sport): "Campionato territorio da caccia preferito dalla Juventus, ci vuole una rosa più ricca per l'Europa"
Christian Pravatà
L’eliminazione dall’Europa League ad opera del Benfica ha lasciato molto dispiacere nei cuori dei tifosi juventini che sognavano la conquista del trofeo in casa allo Juventus Stadium.
Ai microfoni di Tuttojuve.com ha parlato in esclusiva Luca Calamai, noto giornalista de La Gazzetta dello Sport, per commentare il momento bianconero.
Molti tifosi si aspettavano un esito diverso, che cosa non ha funzionato?
Penso che il discorso da fare sia più ampio e non legato solo alla sfida contro il Benfica. La squadra portoghese di solito disputa la Champions League e quindi ci può stare anche la sconfitta contro di loro, ma sono due gli elementi principali che emergono dalla stagione: la prima è che la voglia di scudetto della Juventus è più forte delle altre, in campionato i bianconeri giocano con un approccio più feroce e determinato, in Europa non c’è questo atteggiamento; il secondo è che alla formazione juventina mancano alternative di grande valore. In chiave Champions questo dato è fondamentale: la Juve ha 13-14 giocatori si può dire equivalenti poi gli altri sono buoni calciatori ma non sono alla stessa altezza, guardando invece alle rose delle grandi d’Europa questa ricchezza di scelte si nota.
La vera differenza sostanziale è quindi nelle alternative e penso che questo sia il pensiero anche di Conte. Credo che per essere competitivi in Europa bisogna essere disposti ad inizio stagione a rischiare un po’ anche il campionato.
Un altro aspetto che si può prendere ad esempio è questo: la partita con il Sassuolo si sarebbe potuta giocare di domenica anziché lunedì per preparare la sfida contro il Benfica in modo migliore, invece la voglia di vincere lo scudetto battendo record probabilmente ha prevalso anche qui.
Sono “territori di caccia” che appartengono ad ogni squadra, come per il Milan la voglia di Champions League, il campionato è il “vestito buono” della Juventus, fa parte della sua storia lo è sempre stato.
E’ stata più amara questa esclusione o quella subita dal Galatasaray in Champions League?
Col Benifca si può perdere, è un club si grande esperienza e storia, ma l’eliminazione dalla Champions è stata la più brutta, perchè la Juventus non l’ha persa ad Istanbul ma a Copenaghen e a Torino con il Galatasaray, uscire con pochi punti nel girone è stato più grave e più brutto, lì non avevano attenuanti, si doveva passare.
Per il prossimo anno cosa bisognerà cambiare?
Vanno individuati gli obiettivi e soprattutto vanno comunicati ai propri tifosi con chiarezza, anche il tifoso bianconero ama lo scudetto e non ha ansia di Europa, ma se si dice che si punterà anche alla Champions allora bisognerà avere a disposizione alternative valide: un grande acquisto per ogni reparto: se oggi prendiamo la seconda squadra della Juventus e la paragoniamo alla seconda di un’altra big europea, quella bianconera è la meno quotata.


