Episodi di una stagione europea: la moviola incrimina, l’arbitro assolve
Francesco Carini
I film “poliziotteschi” degli anni ’70 denunciavano, enfatizzando con scene cruenti ed inseguimenti spettacolari, le falle della giustizia e gli scandali che perpetravano nel nostro paese. Sicuramente non si parla di violenza o atti terroristici, anche se quanto è accaduto ieri a Torino fa pensare molto.
In quest’annata europea le mancanze della Juve sono state tante, probabilmente troppe. Nelle prime due giornate della Champions League, contro il Copenaghen e il Galatasaray, si è assistito alla sagra degli errori, con Tevez e compagni che si sono divorati almeno 5 gol in Danimarca e con 2 grossolane sbandate difensive che sono costate i due centri siglati dai turchi. Morale della favola: le vittorie continentali si conquistano con la cura dei particolari e, in entrambi i match, ciò è mancato.
Però, allo stesso tempo, in Europa si vince con gli episodi e, in questo caso, l’annata internazionale dei ragazzi di Conte non è stata positiva, soprattutto per ciò che concerne le scelte arbitrali.
Nella sfida di Madrid del 23 ottobre contro il Real, i bianconeri, per gioco espresso e occasioni avute, avrebbero meritato almeno un pareggio, ma l’arbitro Gräfe ha dato il peggio di sé, inventandosi un rigore a favore “Blancos” ed espellendo Chiellini immotivatamente.
Si arriva a dicembre, e i bianconeri atterrano ad Istanbul con la possibilità di portare a casa la qualificazione attraverso un pareggio. La partita inizia, ma dopo circa trenta minuti ed una grande occasione costruita da Llorente, la partita viene sospesa per impraticabilità di campo dovuta all’impressionante bufera di neve. Tutto viene rimandato al giorno seguente. Nonostante il campo del Fenerbache fosse in buone condizioni, si decide di giocare nel vergognoso pantano della “Türk Telekom Arena” e Sneijder firma all’84’ il definitivo 1 a 0 che qualifica i giallorossi. Certamente la Vecchia Signora non sarebbe dovuta arrivare all’ultima giornata del suo girone per qualificarsi agli ottavi di finale, ma, quanto accaduto in Turchia, è stato a dir poco sconcertante.
Ieri, come ha dichiarato Conte a fine gara, la tattica delle lamentele preventive del Benfica sembra abbia funzionato in pieno, determinando un inverosimile valzer della perdita di tempo che ha permesso di giocare soltanto 49 minuti effettivi invece dei soliti 65, non punendo il netto fallo di mano di Markovic sul colpo di testa di Llorente in piena area di rigore.
Ribadendo che Madama avrebbe dovuto costruire il suo passaggio alla finale non perdendo a Lisbona ed evitando le due disattenzioni difensive costate le altrettante reti portoghesi, la stagione bianconera non è stata fortunata per ciò che concerne gli episodi, che, allo stesso modo, possono determinare splendidi quanto inattesi successi o immeritate e brucianti beffe.


