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Moby Dick - La Juventus interverrà sul mercato solo per un big. Morata non parte, c’è il veto di Marotta. Ma se il Liverpool scollinasse quota 40 milioni…

autore
Alvise Cagnazzo
per Tuttojuve.com
mercoledì 20 gennaio 2016, 01:05Primo piano
autore Alvise Cagnazzo
20.01.2016 01:05Primo piano
Editorialista del mensile "Calcio 2000" fondato da Marino Bartoletti, collaboratore de "Il Riformista". Vincitore del premio "Miglior giornalista di Puglia". Autore delle biografie di Paolo Montero e Antonio Conte.

La strategia appare chiara. Verticale, come lo sguardo di capitan Gigi Buffon dopo la decima vittoria consecutiva in campionato. La Juventus ha ritrovato il proprio carattere, è finalmente riuscita a dimostrare a se stessa di poter competere per la lotta scudetto dopo aver dominato, e dilaniato, gli ultimi quattro anni. Reggere sotto la pioggia di Genova contro una Sampdoria all’arrembaggio è forse stato il primo dei segnali più incoraggianti per una squadra che, ad inizio campionato, sotto quell’assedio avrebbe sicuramente smarrito qualche punto. Vincere a corredo di un dominio simbolico, come sottolineato dal “boia” Mandzukic, contro l’Udinese ha invece consentito di rinsaldare la propria autostima. I rientri di Asamoha e Khedira, finalmente a pieno regime, rappresentano quella linfa fondamentale per ripartire con maggiori risorse tecniche a disposizione.

Il ghanese, auto proclamatosi bianconero a vita nonostante le ricche offerte provenienti dalla Premier  League, è considerato a tutti gli effetti il primo vero colpo del mercato di riparazione. La sua duttilità consentirà di far rifiatare a turno le due mezze ali e, perché no, persino Claudio Marchisio. Il centrocampista africano rappresenta infatti il prototipo del centrocampista atipico tanto amato da Allegri. Muscoli e fosforo da piazzare, in caso di assenza forzata di Marchisio, davanti alla difesa. In un esperimento che ricollocherebbe il numero ventidue bianconero nell’antico ruolo, rendendo meno doloroso l’accentramento di giocatori con caratteristiche inidonee. Come Padoin, immolato sull’altare della tattica forzosa nelle prime due giornate di campionato. A meno di clamorose occasioni di mercato, la Juventus non effettuerà alcun tipo di operazione. In entrata come in uscite, dunque, non ci saranno movimenti degni di nota, fatta eccezione per qualche operazione da rendere operativa a partire dal primo luglio. L’ingaggio di Mandragora ne è l’esempio.

La permanenza a Pescara consentirà al giovane centrocampista di terminare la stagione in Abruzzo per poi fare tappa, definitiva, a Torino. Sul fronte delle cessioni, però, resta da risolvere il rebus Morata. L’attaccante spagnolo, a causa del blocco della Fifa non andrà al Real Madrid con la clausola, tanto bistrattata, della “recompra”. Gli spagnoli non potranno infatti operare sul mercato per i prossimi dodici mesi. In ragione di tale “fermo”, imposto dal massimo organo disciplinare, Morata può essere considerato a tutti gli effetti un giocatore bianconero, con tanto di rinnovo contrattuale siglato sino al trenta giugno del 2020. Marotta crede ciecamente nelle qualità del ragazzo, così come Allegri che, al di là degli iniziali balletti dettati dal turn over, ha però scelto Mandzukic come perno offensivo del suo 3-5-2. Il croato non avrà l’eleganza del madrileno ma, a conti fatti, è il primo giocatore a dettare il pressing ed a fare a sportellate con i difensori avversari.

Un leader nato, Mario, con buona pace dei propositi di un calcio più tecnico che fisico, la Juventus ha dunque deciso di puntate sul proprio ariete. Decisivo non soltanto sotto porta ma anche, se non soprattutto, nella costruzione degli spazi per Dybala, giunto a quota undici centri in campionato. Il corteggiamento del Liverpool di Klopp, interessato a Morata sin dalle prime battute invernali del calciomercato, potrebbe però sparigliare le carte in tavola. Di fronte ad un’offerta superiore ai fatidici quaranta milioni, indicati da Marotta come la linea del Rubicone sabaudo, l’operazione potrebbe sbloccarsi all’improvviso, creando un effetto domino di difficile interpretazione a pochi giorni dalla chiusura ufficiale delle trattative…

I VIDEO DI ALVISE CAGNAZZO

http://www.youtube.com/user/wlarai?feature=results_main

CHI E' ALVISE CAGNAZZO - Alvise Cagnazzo (1987) è nato a Bergamo e vive a Bari. Giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo, è il più giovane vincitore del premio “Miglior giornalista di Puglia” sezione carta stampata -sport, istituito dall’Odg. È autore dei libri “Tutti zitti, parlano loro”, (2007), “Semplicemente Rafa” (2010) e, “Montero, l’ultimo Guerriero (2010) e, sempre per Bradipolibri, "Antonio Conte, l'ultimo gladiatore" (2011). Ha collaborato con Carlo Nesti. Ha condotto, per centosessantaquattro puntate, il programma televisivo “Parliamo di calcio”, in onda su Rtg Puglia in prima serata. È firma di Calcio2000, mensile nazionale e internazionale fondato da Marino Bartoletti, diffuso in trentadue paesi. Collabora con il giornale “Puglia”, fondato da Mario Gismondi, ex direttore del “Corriere dello Sport”. Collabora con “Il Riformista”. Editorialista per “Tuttojuve.com con la rubrica Moby Dick”. Ha partecipato come opinionista tv a “Quelli che il calcio” su Rai 2 e “La giostra dei Gol” su Rai International.

per Tuttojuve.com

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