IL TERZO TEMPO - L'ora di Mandzukic: il croato vuole riprendersi la Juve. E inizia il countdown per Marchisio.
Luigi Risucci
La pausa per le nazionali ha, se possibile, fatto aumentare la voglia di campionato e Champions già vivissima nell'animo dei tifosi. Le selezioni nazionali hanno lasciato la solita scia di infortuni (Montolivo, Milik, Pjaca per restare alla Serie A) ed una serie di giocatori rigenerati e rilanciati a suon di gol e prestazioni. Khedira, ad esempio, con un inizio di stagione da bomber consumato è andato in gol anche con la rappresentativa tedesca, contribuendo al successo contro l'Irlanda del Nord. Sorrisi e delusioni si sono alternate nelle lontane terre del Sudamerica, dove Cuadrado ha confermato una condizione in crescita mentre la coppia HD dell'albiceleste, a dispetto del gol del Pipita contro il Perù, si è guadagnata con tutti i compagni al seguito i fischi dello stadio di Cordoba, teatro di una sconfitta contro il Paraguay che inguaia gli argentini. Bene Pjanic con la Bosnia, con i due assist per l'ex compagno di squadra Dzeko, così e così gli italiani nella sofferenza contro Spagna e Macedonia, ma bene, anzi benissimo Mario Mandzukic vero trascinatore della sua Croazia. Il bomber ex Atletico Madrid segna quattro gol in due uscite e si candida fortemente per una posto da titolare sabato contro l'Udinese. Quattro colpi di nocche sulla porta di Allegri, per far sentire ancora una volta la sua presenza forte, nonostante il travolgente arrivo di Higuain a Torino che ne ha sicuramente ridotto lo spazio in squadra. Mario vuole dimostrare di essere ancora importante per la squadra, di non poter restare un anno intero all'ombra di un altro attaccante (gli era già successo con Bayern e Atletico) tornando protagonista anche in maglia bianconera e non solo con quella a scacchi della sua nazionale.
L'occasione è ghiotta per sabato, perchè lo Stadium è un fortino in cui la Juventus gioca come dovrebbe fare sempre, e Higuain tornerà a Vinovo solo oggi, a meno di 48 ore dalla sfida alla nuova squadra di Del Neri. Probabilmente, vista la contemporanea assenza del connazionale Pjaca, Mandzukic sarà affiancato da Dybala, anche se continuo a pensare come possibile una convivenza tra prime punte tra lo stesso croato ed il Pipita. I movimenti aggiranti ed il sacrificio del primo si sposano bene con la profondità e le verticalizzazioni chieste dal secondo, per una coppia che, nonostante la brutta prova contro il Palermo, è sicuramente futuribile. Nel frattempo si riaffaccia al campo e torna a sentire il profumo dell'erbetta Claudio Marchisio, protagonista ieri di un buon test amichevole, e sempre più vicino al rientro. Il recupero del centrocampista della nazionale è fondamentale, per dare ad Allegri una prima scelta davanti alla difesa, in grado di liberare Pjanic nel suo ruolo naturale e all'occorrenza offrire a Khedira un'ottima alternativa che porta il nome di Lemina. Giocatore unico, il Principino, in grado di dare allo stesso tempo equilibrio e geometrie, sostanza e fosforo per la mediana, il reparto che forse più ha risentito del restyling di mercato con la partenza di Pogba. Per un recupero completo, in grado di dargli i novanta minuti completi, bisognerà attendere ancora un po', ma certamente tornare ad assaporare l'aria del campo farà bene al numero 8 bianconero, un recupero imprescindibile per il prosieguo della stagione. E' in arrivo un vero e proprio tour de force, da qui alla prossima pausa per le nazionali, con ben sette partite in ventidue giorni, con le sfide a Napoli e Milan in Serie A ed il doppio impegno contro il Lione in Champions, dove, con due vittorie, si potrebbe mettere una seria ipoteca su passaggio del turno e primato del girone.


