IL TERZO TEMPO - Buffon: one man show! Ma c'è tanto da migliorare
Luigi Risucci
~~“É la sera dei miracoli” cantava Lucio Dalla nel lontano 1980. Senza voler spoetizzare l'opera del cantautore bolognese, sembra che la canzone in questione fosse dedicata ad un evento realizzatosi a distanza di quasi quarant'anni. Nell'80 Gianluigi Buffon si affacciava alla vita, era solo un bambino e non poteva sapere di diventare protagonista, nella notte di Lione, di un'impresa epica. Prestazione sublime del portiere più forte che questo gioco abbia mai conosciuto, autore di tre prodigi senza eguali, capaci da soli di spazzare via le critiche piovutegli addosso dopo un paio di errori non degni della sua fama. Il portierone bianconero prima neutralizza il calcio di rigore dell'idolo di casa Lacazzette (ventinovesimo penalty parato in carriera) poi si inventa una parata al limite della fantascienza su tiro di Fakir deviato da Bonucci, infine mura Tolisso ad un metro dalla linea di porta, con una parata frutto dell'istinto del grande numero 1. Buffon tiene in piedi una Juventus che ha dapprima espresso uno sterile predominio territoriale poi, con l'inferiorità numerica, è andata in difficoltà, subendo le ripartenze e le verticalizzazioni dei transalpini, sempre pericolosi con le incursioni delle mezzali. Con un portiere “normale” certamente i tre punti sarebbero andati ai padroni di casa, a fine partita quasi inermi di fronte alle prodezze ammirate nella serata.
In settimana si era parlato di un “giocatore finito”, di un portiere troppo vecchio per reggere i ritmi forsennati del calcio moderno, c'è chi ha paventato addirittura una staffetta con Neto che, con tutto il rispetto e l'affidabilità che ha mostrato, ha ancora molta strada da fare per essere un titolare della Juventus. La risposta di Buffon è arrivata come sempre sul campo, raccogliendo gli elogi degli avversari nel post-gara, della stampa estera ed italiana, tornata alla velocità della luce ad idolatrare il numero 1 della nazionale, e anche di qualche illustre collega sui social (De Gea, autore il giorno precedente di una parata fantastica contro il Liverpool). Nel tunnel degli spogliatoi, davanti ai microfoni, abbiamo ammirato un Buffon in versione inedita, con lo sguardo avvelenato e la voce fioca ma decisa di chi ha sofferto di qualche commento che definire avventato ed irrispettoso è un eufemismo.
Per fortuna il campo è il palcoscenico dove le verità diventano incontrovertibili, dove si appalesano le realtà che con troppa fretta si dimenticano, dove i campioni preferiscono far sentire la propria voce.
Tornando al match di martedi, la squadra è apparsa imballata, ancora lontana dall'esprimere un gioco all'altezza della competizione, con tre punti che, alla luce di quanto visto in campo, pesano come un macigno nell'economia del girone. Il lampo di Cuadrado ha squarciato il cielo di Lione, ammutolendo lo Stade de Lumieres che aveva creduto nell'impresa, soprattutto dopo l'espulsione di un ingenuo Lemina. Paradossalmente l'inferiorità numerica ha dato nuova linfa e maggior spazio ai bianconeri che si sono espressi meglio, anche grazie al coraggio di Allegri, impavido nel non ritirarsi a riccio a protezione del pari. Cuadrado ha dato il brio necessario all'attacco per mettere in difficoltà la rocciosa difesa dei transalpini, inventadosi un gol bellissimo per coraggio, potenza ed incoscienza nel calciare da posizione quasi impossibile. Un vero colpo alla sudamericana quello del colombiano, acquisto (ri)voluto a gran voce da Allegri e che gradualmente sta scalando anche quest'anno le gerarchie della fascia destra, dove Dani Alves si è reso autore di una prova decisamente incolore. Tra due giorni è già tempo di campionato, con l'insidiosissima trasferta a San Siro, stadio in cui i bianconeri hanno raccolto l'unica sconfitta stagionale. L'avversario è un Milan in ottima forma, reduce da una buona striscia positiva e che porta con sé la fame e la brillantezza di molti giovani lanciati da Montella in questo inizio di stagione. Come ha detto Allegri ci sarà da correre molto, molto di più di quanto fatto contro i francesi, magari contando su qualche recupero importante in vista di un trittico che culminerà nella doppia sfida casalinga contro Napoli e, ancora, Olimpique Lione.


