ESCLUSIVA TJ - Torricelli rivive l'Intercontinentale: "Sapevamo poco del River Plate, la notte prima feci fatica a dormire. Non ci rendemmo conto di quanto fatto..."
Mirko Di Natale
Vent'anni e non sentirli. O forse sì. La Juventus si laureò campione del mondo per la seconda volta nella sua storia in quella famosa sera del 26 novembre, data divenuta storica per tutti i tifosi della Vecchia Signora. Il gol decisivo di un incontro a tratti spigoloso venne siglato da Alessandro Del Piero, il giocatore più atteso della vigilia e il più celebrato dai tifosi giapponesi presenti a Tokyo. Una ricorrenza che oggi ricordiamo con chi ha vissuto da protagonista quel match, Moreno Torricelli:
Buongiorno Moreno, che ricordi hai di quel match?
"Ho ricordi bellissimi, vincere l'Intercontinentale ti da la possibilità di diventare campione del Mondo per club che è il massimo a cui puoi aspirare".
Fu una partita molto tosta quella con il River Plate...
"Era la prima volta che incontravamo una squadra sudamericana, c'era molta curiosità da parte nostra di capire come era la loro mentalità. Sapevamo che era una formazione molto forte e conoscevamo il loro blasone, ma a quei tempi si sapeva molto meno poichè non era facile come oggi reperire informazioni. Fu un match giocato molto bene da parte nostra, non riuscimmo a sfruttare le tante occasioni create con Alen Boksic. Prima del nostro gol, loro presero coraggio e colpirono una traversa con Ortega, ci fu poi un'altra bella parata di Peruzzi su un tiro da fuori area. Trovammo poi il gol con Del Piero, una rete bellissima che ci consentì di portare a casa questo trofeo".
Cosa conoscevate del vostro avversario?
"Sapevamo che il loro allenatore, Ramon Diaz, aveva avuto un passato in Italia, Francescoli aveva giocato in Italia nel Cagliari e poi sapevamo poco o altro. Il secondo di Lippi li aveva studiati, ci parlava delle caratteristiche dei singoli giocatori. Era a grandi linee, non sapevamo tantissimo. Quella partita fu preparata contando su quel che potevamo fare noi in campo quella sera".
Mister Lippi vi disse qualcosa in particolare per quel match?
"No, non ci disse nulla di particolare. In quelle partite così importanti non c'è bisogno che il mister parli, esse si preparano da sole. Notte prima? Feci fatica a dormire, è normale perchè l'adrenalina inizia a scorrere nelle vene e non ti fa riposare. Fortunatamente giocammo la sera dopo, quindi ci fu il tempo di riposare prima della partita. Io sono sempre stato abituato a far parlare il mio corpo"
Come fu il post match?
"In quel periodo, dove vincemmo tanto, fu il rientro più generoso da parte dei tifosi poichè ricordo seimila persone ad aspettarci in aeroporto. In Giappone trovammo pochissime persone, erano molto tranquilli e non erano sanguignee. E non ci rendemmo conto di quanto fatto, lo capimmo solo quando atterrammo a Torino".
Secondo la tua opinione, tra quanto possiamo rivedere la Juventus in cima all'Europa e al Mondo?
"Non è facile, ma speriamo molto presto. La squadra si sta attrezzando per essere all'altezza in Europa, perchè se vuoi giocare l'Intercontinentale devi vincere prima la Champions. Sta crescendo molto, devi avere quel tipo di fortuna mancata due anni fa e ha tutte le carte in regola per giocarsi la vittoria in Europa. Consigli a questa Juve? Uno dei consigli che posso dare è quello di osare, di avere quel coraggio in più che ti può premiare. Perchè ricordiamoci che si parte dallo 0-0".
Si ringrazia Moreno Torricelli per la gentilezza e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista.


