IL TERZO TEMPO - Juve presuntuosa e a pezzi: ora è vera emergenza. Allegri si aggrappa a 4 pilastri fino a Natale
Luigi Risucci
~~Brutta e presuntuosa. Due epiteti che riassumono al meglio la magra figura fatta dalla Juventus al cospetto di un Genoa versione super, capace di trafiggere un incolpevole Buffon per tre volte in mezz'ora. Prima l'errore di sufficienza di Bonucci, che porta il Genoa a tirare in porta quattro volte in altrettanti secondi, con due miracoli di Buffon ed una difesa immobile che permette a Simeone di ripetere le gesta del padre a distanza di sedici anni. Poi ancora la retroguardia che sbaglia il posizionamento sul secondo gol, infine la leggerezza che chiude la partita già nel primo tempo. La squadra è stata incapace di reagire e nemmeno l'ingresso di Higuain ha cambiato le cose, seppure nella ripresa i bianconeri si siano espressi per lo meno nei parametri della “normalità”. Serve a poco e non è nello stile della società recriminare sulla direzione disastrosa di Mazzoleni, capace di sbagliare tutto il possibile, negando (tra gli altri) un rigore solare su Mandzukic. Non sarebbe cambiato nulla, o forse si, ma quello che preoccupa maggiormente è la nuova emergenza infortuni che si profila da qui a gennaio. Piove sul bagnato perchè adesso il conto che presenta la sfortuna è salatissimo: frattura composta del perone per Dani Alves, con assenza che si aggirerà intorno ai 3 mesi, lesione muscolare per Bonucci, che ne avrà per circa 60 giorni. Non sarebbe un problema se la Juve non fosse già in emergenza profonda praticamente da ottobre. Il conto degli infortuni stagionali sale a 18 per 15 giocatori, con l'evitabilissimo record detenuto da Chiellini, protagonista di ben tre stop consecutivi nei mesi di ottobre e novembre. Del totale, ben 8 infortuni sono di natura muscolare, quindi in astratto attribuibili ad una preparazione inadeguata, e 10 di natura traumatica dunque più presumibilmente figli del fato funesto che accompagna i bianconeri da inizio stagione. Allegri perde, per la volata da qui alla Supercoppa, due titolarissimi, oltre ai lungodegenti Pjaca e Barzagli. La BBC quest'anno ha giocato insieme solo per 6 volte (il bilancio, manco a dirlo, è di 6 vittorie e solo due gol al passivo) e la mancanza del blocco difensivo più forte d'Europa è chiaramente il segnale principale della perdita di compattezza difensiva.
Come se non bastasse anche Allegri ci ha messo del suo con scelte incomprensibili, come schierare Dani Alves centrale e tenere Rugani in panchina, o ancora giocare con Cuadrado a sinistra ed il solo Mandzukic a battagliare con i tre centrali avversari. Il mister livornese non è nuovo a simili “fantasie tattiche”, già lo scorso anno aveva fatto intravedere delle stranezze che spesso sono costati punti e risultati. Mutuando le parole di un vecchio avversario c'è bisogno di “rimettere la chiesa al centro del villaggio”, normalizzando le formazioni il più possibile, incrociando le dita e sperando che l'escalation degli infortuni fermi la sua corsa forsennata.
Inutile al momento parlare di mercato, anche se certamente a gennaio si farà qualcosa a centrocampo. Più importante, allo stato delle cose, contare chi recupererà in vista del trittico che anticiperà l'importante appuntamento di Doha contro il Milan. Sabato l'Atalanta, per un inatteso scontro d'alta classifica contro la vera rivelazione del campionato, poi il derby con il Totino di Mihajilovic ed infine lo scontro diretto allo Stadium con la Roma. In mezzo la sfida alla cenerentola del girone in Champions, in uno scontro che servirà a conservare il primo posto nel gruppo H. In queste quattro partite la Juventus si gioca una fetta importante di scudetto, perchè i nove punti in palio hanno un peso specifico altissimo, prima della supercoppa dove Allegri potrà servire la seconda vendetta stagionale, dopo quella consumatasi al Sanchez Pizijuan. La formazione titolare ritrova a pieno regime Higuain e Chiellini, Marchisio e Dybala sono pronti per tornare protagonisti dopo i rispettivi problemi fisici. I nuovi quattro pilastri su cui la Juventus proverà a costruire le vittorie che servono da qui a Natale. In una situazione così disastrosa dal punto di vista degli infortuni, serve ragionare a piccoli blocchi di partite, cercando di recuperare gli assenti nel più breve tempo possibile, in vista di marzo, quando la preparazione raggiungerà il suo apice. Bisognerà chiudere l'anno conservando un buon margine sulle inseguitrici in campionato, conquistare definitivamente il primato nel girone europeo e sollevare il primo trofeo stagionale.


