IL TERZO TEMPO - Juve cinica e vendicativa. Bonucci monumentale, regala ad Allegri il primo obiettivo di stagione
Luigi Risucci
La Juventus serve la vendetta. Ad un anno di distanza dalla sconfitta firmata Llorente, che costò ai bianconeri il secondo posto ed il conseguente ottavo di finale contro il Bayern Monaco, la squadra di Allegri si prende, con gli interessi, la sua personale rivincita. Il gol di Pareja ha inizialmente illuso gli spagnoli, convinti di mantenere inviolato il fortino, fino a ieri mai espugnato da nessuna squadra italiana. Invece la bagarre tirata in ballo dagli andalusi porta prima del previsto la partita su binari differenti: l'ex palermitano Franco Vazquez si fa espellere per doppio giallo nel giro di pochi minuti ed il match, inevitabilmente, cambia drasticamente. Clattenburg, uno dei migliori fischietti al mondo, non si fa intimorire dalla bolgia del Sanchez Pizjuan né dall'atteggiamento spavaldo di Sampaoli, contrariato ancor di più quando l'arbitro britannico concede il penalty ai bianconeri per trattenuta di Mercado su Bonucci. Marchisio torna al gol dopo il calvario dell'infortunio e segna la rinascita sua e della Juventus. Nella ripresa i bianconeri non incidono più di tanto, gli andalusi si dispongono in maniera ordinata e chiudono tutti gli spazi di manovra a Madama, intrappolata nel pressing asfissiante portato da N'Zonzi e compagni. La svolta arriva ad otto minuti dal termine quando, su azione da calcio d'angolo, la palla arriva sul sinistro al fulmicotone di Bonucci, che trafigge un incolpevole Sergio Rico, autore già all'andata di una partita monstre. I bianconeri per la verità non gestiscono al meglio il finale, dove si fa viva l'inevitabile reazione del Siviglia, che però porta solo al 3-1 in contropiede firmato da Mandzukic, in forma smagliante con i suoi 4 gol nelle ultime 5 partite. Primo posto e primo obiettivo stagionale raggiunto, per un Allegri che gongola alla luce di un inizio di stagione che, seppur non condito da un gioco sfavillante, ha portato una serie di risultati da far invidia alle potenze europee: primo posto in campionato a +7 dalla seconda, primo posto (ancora da confermare) e qualificazione nel girone di Champions e soprattutto la grandissima capacità di sfruttare a pieno l'organico a disposizione, seppur decimato da una impressionante serie di infortuni. L'attacco era ieri orfano di Higuain, Dybala e Pjaca, con il solo Mandzukic a reggere il peso dell'attacco, supportato in fascia dalle frecce made in Sudamerica Alex Sandro e Cuadrado.
Una soluzione adottata in emergenza anche lo scorso anno, quando i bianconeri sfriorarono l'impresa all'Allianz Arena, mettendo sotto per 75 minuti la corazzata Bayern Monaco, salvo poi rovinare tutto nel finale. La difesa a quattro è sicuramente l'abito più adatto per le serate europee, offre maggiori soluzioni offensive senza lesinare la copertura in fase di non possesso, dove ieri si è espresso a grandi livelli Rugani, bravissimo a spalleggiare il compagno di reparto. A centrocampo, Marchisio ha dimostrato che con lui in mezzo le cose girano come dovrebbero, gli stessi Khedira e Pjanic (l'unico giocatore apparso un po' in ombra) beneficiano del suo lavoro sporco e delle sue geometrie. Lavoro sfiancante e produttivo quello operato sulle corsie dall'ottimo Alex Sandro e da Cuadrado, uno dei pochi in rosa in grado di accendere la luce dal nulla, con folate improvvise e letali per le difese avversarie, mentre Mandzukic lotta come di consueto ricevendo pochi palloni giocabili e si guadagna una sufficienza ampia con il gol che sigilla il risultato. Una menzione particolare la merita senz'altro Leonardo Bonucci, un giocatore straordinario in campo ma anche e soprattutto di personalità tale da consegnargli il gagliardetto di leader di questo gruppo. Il centrale viterbese, dopo le vicissitudini che hanno riguardato la sua famiglia, non solo si è ripreso il posto da titolare ma ha sopperito alla grande alle assenze degli ormai storici compagni di reparto Barzagli e Chiellini, dando altresì sicurezza a Rugani, centrale del presente e ancor di più del futuro. Non va dimenticato che Leonardo in estate ha rifiutato montagne di oro provenienti da Manchester, dove alberga Pep Guardiola il suo estimatore più grande. Lui stesso ha confermato che la tentazione è stata forte, non tanto per il fattore monetario, quanto per l'appeal che l'ex tecnico del Barça ha verso tutti i giocatori. Bonucci oggi, al netto della stima di Guardiola, è certamente nella top 3 al mondo nel suo ruolo, perchè nell'uno contro uno è quasi sempre insuperabile, perchè imposta l'azione come un centrocampista aggiunto, perchè unisce eleganza ed efficacia e segna gol quasi sempre decisivi. Marotta pensa a blindarlo definitivamente per farne il capitano del post- Buffon, un grado che Bonucci si è guadagnato in sette anni di militanza in bianconero, dove è passato dai fischi e gli insulti dei primi due anni, alle prestazioni altalenanti condite dalle “bonucciate” che tanto facevano arrabbiare i tifosi, fino agli ultimi 4 anni in cui Leonardo ha rasentato la perfezione, giocando quasi sempre, con una costanza di rendimento impressionante. Si tornerà a pensare alla Champions il 7 dicembre, quando a Torino arriverà la cenerentola Dinamo Zagabria, mentre la testa è già all'impegno di domenica contro il Genoa, partita storicamente ricca di insidie, dove Allegri potrà ritrovare Higuain e, probabilmente, rivedrà tra i convocati anche Dybala.


