IL TERZO TEMPO - Quel filo invisibile che unisce De Sciglio e Maxi Pereira. Juve nell'elite d'Europa ma ora inizia la fase decisiva della stagione
Luigi Risucci
La Juventus approda tra le 8 regine d'Europa. Ancora un obiettivo stagionale raggiunto, in quel Marzo da molti definito il mese cruciale per le sorti della stagione, e che adesso sposta l'ago della bussola verso il mese d'Aprile, dove molte situazioni saranno più chiare. I bianconeri archiviano la pratica Porto con un 1-0 non entusiasmante, anche a causa dell'ottimo risultato d'andata e di una gestione delle energie che dovrà essere meticolosa da qui ai prossimi appuntamenti. Bene ancora una volta la difesa, seppure con qualche sbavatura di Benatia, uscito tra l'altro per un risentimento alla coscia. La retroguardia di Allegri, statisticamente, è di gran lunga la migliore d'Europa, con soli due gol subiti in otto apparizioni e ben sei partite europee terminate a reti inviolate. Buffon ieri è stato spettatore aggiunto, nonostante i due brividi che Soares e Diogo gli hanno fatto correre lungo la schiena. Marchisio e Khedira hanno dato ordine alla mediana, senza strafare, mentre l'attacco è apparso un po' abulico, con il solo Dybala apparso in palla, attraverso giocate da vero funanmbolo della trequarti. Per il resto amministrazione del possesso, scarico delle energie e gestione della palla, quelle caratteristiche tanto care ad Allegri, convinto che in alcune fasi della partita queste doti possano sfiancare gli avversari e renderne inutile il pressing. Nel finale applausi per tutti, fair play sugli spalti tra le tifoserie ed un impressionante ossimoro di sensazioni tra i finali, roventi, di Serie A e quelli di coppa. Diverse le analogie tra l'episodio da rigore di ieri e quello di venerdi che ancora fa chiacchierare giornali e tv show. De Sciglio e Maxi Pereira uniti da un filo conduttore invisibile che sembra dire che, probabilmente, la colpa di certe polemiche da bar è solo degli avversari, atterriti da anni di predominio della Juventus. Stessa distanza “ravvicinata” rispetto al pallone, stesso braccio largo che aumenta il volume del corpo, con la sola differenza che il portoghese impedisce un gol, mentre il terzino rossonero ostacola un cross di Lichtsteiner. La differenza sta, appunto, nel provvedimento disciplinare che manda l'uruguaiano del Porto sotto la doccia con 50 minuti d'anticipo. Clamorosamente, tutti i moviolisti sono d'accordo sulla bontà della decisione arbitrale, seppure l'analogia dell dinamiche salti agli occhi anche degli osservatori meno attenti.
Come detto da un profetico Allegri, nella conferenza pre-partita, la differenza sta, con tutta probabilità, nella cosiddetta “cultura della sconfitta” che nel nostro campionato appare, ancora, come un obiettivo siderale da raggiungere. I fatti dicono che la Juventus, al netto di una rimonta della Roma contro il Lione, è ancora una volta l'unica squadra italiana a portare il tricolore nei campi d'Europa, è in piena corsa per la Coppa Italia e comanda il campionato italiano con un rassicurante vantaggio sulle inseguitrici. Questi dati dovrebbero bastare per zittire una concorrenza intelligente ed obiettiva, al cospetto di una squadra in crescita costante ed almeno un gradino superiore alle altre. L'approdo ai quarti di finale, riversa nelle casse bianconere una montagna di milioni (si parla, tra market pool ed introiti televisivi, di una cifra vicina ai 100 milioni di euro) che incrementeranno il tesoretto da investire in estate alla ricerca della perfezione della rosa. É da anni che, nella fase ad eliminazione diretta, i bianconeri rappresentano l'ultimo baluardo del tricolore, con tanto di egemonizzazione delle ricche entrate made in UEFA. Venerdi a Nyon ci saranno i sorteggi, con una rosa di squadre sino ad ora composta da Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Leicester, che vedrà stasera completarsi con (probabilmente) Atletico Madrid ed una tra Manchester City e Monaco. Un pacchetto terribile, da cui certamente usciranno sfide al vetriolo e che, obiettivamente, vede negli inglesi allenati oggi da Shakespeare la squadra più abbordabile dal punto di vista dei valori tecnici. Buffon ha dichiarato che eviterebbe volentieri l'ex squadra di Ranieri, una frase intrisa di pretattica e scaramanzia verso un sorteggio che regalerà incontri di livello altissimo. Sino ad oggi la stagione di Allegri è stata vicina alla perfezione, con un campionato condotto dall'inizio (seppur con qualche sconfitta di troppo ed un gioco non esaltante nei primi mesi) ed un cammino nelle coppe ben scandito. Il merito del tecnico livornese è quello di aver dato una dimensione europea alla squadra, gestendo bene l'organico, ruotando al meglio gli uomini e valorizzando le caratteristiche dei giocatori più dotati con il nuovo modulo, quel 4-2-3-1 che ha dato equilibrio ed imprevedibilità alla squadra. Domenica arriva l'insidiosa trasferta a “Marassi”, contro una Sampdoria galvanizzata dal successo nel derby e dove ci sarà qualche novità di formazione: possibili rientri di Lichtsteiner e Rugani in difesa e di Pjanic in mediana, con probabile riposo per lo stakanovista Khedira. Dopo la Samp ci sarà la sosta per le nazionali, in molti partiranno, ci sarà da incrociare le dita affinchè la buona sorte accompagni tutti i giocatori fino al rientro, quando la squadra si regalerà due notti da brivido, consecutive, al “San Paolo” di Napoli. Due gare fondamentali per campionato e Coppa Italia, due notti speciali e thrilling per Gonzalo Higuain.


