IL TERZO TEMPO - Allegri ha costruito un "camaleonte solido": gruppo, difesa e la potenza di fuoco di Higuain
Luigi Risucci
Ad un passo da Cardiff. La Juventus continua la sua marcia inarrestabile anche in Europa e confeziona l'ennesima serata da sognon del teatro del Louis II di Montecarlo, dove Higuain si veste da principe ed Allegri si conferma fine stratega soprattutto nelle battaglie continentali.
Il tecnico livornese sorprende un po' tutti con Barzagli terzino destro e Dani Alves esterno alto al posto di Cuadrado, azzeccando praticamente tutte le scelte. In fase di costruzione i bianconeri attaccano con un 3-4-3 atipico, mentre difende con l'ormai classico 4-2-3-1 che rappresenta l'abito migliore visto negli ultimi anni all'ombra della Mole. Un vero e proprio camaleonte quello costruito dal mister, in grado di cambiare forma e colore in base all'avversario, senza perdere la forza, granitica, della sua difesa. Sfavillante la prestazione di Dani Alves: l'ex Barcellona dimostra quanto conti il peso dell'esperienza in queste serate e mostra una forma fisica invidiabile all'ombra delle sue quasi 34 candeline. Il brasiliano sfodera due assist sontuosi che offrono ad Higuain la possibilità di placare la sua sete di gol, prima con un destro piazzato, poi con una spaccata da rapace dell'area di rigore su cui Subasic non può nulla.
In mezzo i soliti colpi di classe di Dybala, giocatore in costante ascesa e che negli ultimi due mesi ha indossato, oltre alla consueta maschera, i panni del vero fuoriclasse. La sua crescita sta tutta nel tacco che dà il la alla splendida azione del primo gol ed in altre giocate che fanno strabuzzare gli occhi agli amanti del calcio. Tunnel, invenzioni, ma anche tanta corsa, tanto impegno per la squadra, a dimostrazione di una maturità elevata alla massima potenza da Allegri, che ne ha gestito magistralmente la crescita tecnica e comportamentale. L'argentino è il vero faro di questa squadra, che ha saputo ovviare all'assenza di un perno fondamentale come Khedira con naturalezza, grazie anche alla prova di sostanza ed esperienza di Marchisio, a suo agio nel Principato anche in forza del soprannome affibiatogli negli anni dai suoi fans. Pjanic ha dimostrato che le parole del mister (“può arrivare tra i tre migliori al mondo nel suo ruolo”) non sono solo uno stimolo per il bosniaco, ma una prospettiva futuribile e concreta. Il suo lavoro di smistamento di palloni è eccellente, nonostante qualche sbavatura evitabile e che da imbufalire in panchina il suo scatenato mentore.
Non può non essere menzionata la prestazione di Gianluigi Buffon, capitano di quest'armata e, a dispetto dei suoi trentanove anni suonati, uomo più affamato del gruppo. Le parate sul futuro fenomeno Mbappè, su Falcao e Germain lo consacrano ancora una volta come il numero uno dei numeri uno, probabilmente l'unico portiere al mondo che riesce a fare realmente la differenza. Le sue parate tengono in piedi la squadra che, galvanizzata, porta più pericoli alla difesa, fragile ed irruenta, dei monegaschi, con Glik che ricorda il suo passato granata anche con i risultati. La retroguardia bianconera merita ancora una volta un plauso: i minuti di imbattibilità europea salgono a quota 621, ancora distanti dal record di 853 stabilito nel 2006 da Lehmann con l'Arsenal. La lunga striscia di imbattibilità è frutto si dei grandi meriti della difesa, ma soprattutto della grande organizzazione di squadra, esemplificata dalla dedizione e dalla ferocia di Mandzukic.
I titoli della notte di Monaco sono però tutti meritatamente del bomber Gonzalo Higuain. L'argentino segna i primi gol europei del 2017 (non segnava da dicembre contro il Lione) ed infila nelle statistiche le reti numero 30 e 31 in stagione. Rendimento realizzativo altissimo, per un giocatore che non ha avuto bisogno di ambientarsi e che si è calato alla perfezione nello spirito della squadra, facendo in diverse partite quel lavoro oscuro al quale non era abituato nelle altre realtà dove il suo talento ha brillato. I novanta milioni spesi per lui in estate da Marotta hanno portato sino ad ora un carico considerevole di frutti, anche se siamo certi che il Pipita non abbia ancora esaurito le sue munizioni mortifere e pensi già al derby di domenica.
Già nella stracittadina la Juventus potrebbe ipotecare il titolo di campione d'Italia, per poi fare l'ultimo passo verso Cardiff il martedi successivo. Se tutto dovesse andare secondo i piani, precisi e dettagliati, di Allegri si potrebbe preparare un finale di stagione con i botti, con in palio tre trofei che inciderebbero il nome della Juventus, per sempre, nella storia del calcio mondiale.


