RAGGIUNGERE LO STRAORDINARIO IN MODO ORDINARIO
Caterina Baffoni
621 minuti di imbattibilità. La grandezza di questa squadra, semmai, risiede tutta qui. Tanti talentuosi giocatori della formazione monegasca resi giocatori "semplici" agli occhi dei più e prevedibili ad ogni tocco palla degli interpreti di una difesa insuperabile. Un muro invalicabile. Normale potesse accadere davanti ad una formazione del genere, che ne ha riconosciuto e rispettato come tutti gli appassionati e non di sport la fantastica campagna europea della squadra di Jardim, che però è sembrata davvero così piccola piccola nei confronti di una Juventus più lucida, concreta, matura che mai. Il Monaco è stato soffocato dal gioco della Juve, è sembrato la grande promessa di un Dio minore, capace di molte cose ma costretto al niente. Il Monaco ha costruito tre-quattro mezzi gol con semplicità, per pura esuberanza fisica e tecnica, ma tatticamente non è stato mai in partita perchè la Juve lo ha costretto dove le faceva più comodo. E se al tutto si fa confluire la mossa azzeccata e geniale di Allegri, sempre più leader di questa squadra, ecco che il tutto sembra avere i contorni di un gruppo formidabile:fuori un tassello-chiave come Cuadrado, e dentro Dani Alves alzato in avanti dipingendo calcio con cavalcate degne a sfruttare intere praterie laterali, e dentro un colosso come Barzagli allargato a destra. Un 4-2-3-1 che in fase di possesso diventava 3-4-3. Lezione di tattica all’Europa. Insegna il professor Max Allegri. E non è la prima volta.
Altra lezione tattica di mister Max, e non è la prima volta di certo.Fondamentale tuttavia, è stato l’apporto delle punte juventine, con Higuain che è stato trovato con grande facilità dalle verticalizzazioni provenienti dalla retroguardia e dalle fasce, quanto basta per zittire chi lo critica. Killer spietato, attaccante formidabile e doppietta pesantissima: il Pipita c’è e prenota un posto speciale nella storia del club bianconero. In tal modo dunque, si è risalito con velocità il terreno di gioco e si è potuta sfruttare con efficacia l’ampiezza del campo, trovando il Monaco molto penetrabile sul lato corto. Il rischio era quello di farsi schiacciare troppo, ma fortunatamente ciò non è avvenuto. Quello che sfugge è che siamo proprio difronte ad una squadra arrivata a un maturità tale da saper gestire gli avversari, entrare nelle loro "menti" per prevedere le loro mosse strategiche: è racchiusa tutti qui la vera idea di squadra completa di cui si sta rivestendo Madama.
Un'ultima puntualizzazione, tuttavia, è doveroso farla: Buffon è ufficialmente entrato di diritto nell'Olimpo dei calciatori più forti di sempre, non da mercoledì ovviamente, perchè se a 39 anni riesci a fare ancora la differenza a certi livelli sorvolando come una rondine su ogni palo o slanciandosi come un gatto pronto a smorzare qualunque tiro avversario che sia di Messi o Rachid Ghezzal, non puoi non arricchire la propria bacheca con un Pallone d'Oro. Sarebbe più che altro un premio consono ad una carriera incredibile e altisonante, giocata ad ogni livello e da numero uno indiscusso che tutto il mondo ci invidia e celebra da sempre. Ammirato e stimato, Gigi non è solamente il più forte portiere in questo momento, ma è anche un esempio per tutti visto che a quasi 40 è ancora un assoluto protagonista del calcio mondiale.
Insomma, traffico di sensazioni in tilt ed emozioni a fior di pelle in attesa del match di ritorno.
E se come qualcuno, che è solito sottolineare ultimamente, che Madama non sia esteticamente parlando troppo bella da vedere, ricordiamo che la soddisfazione è vincere, non soddisfare l'occhio sempre e comunque.
Aspettando di prenotare definitivamente il volo per Cardiff, testa al derby contro il Toro per cucirsi sul petto il sesto leggendario tricolore sul petto e poi alla finale di Coppa Italia contro la Lazio, così da superare l'ordinario per acciuffare lo straordinario!


