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ESCLUSIVA TJ - Eugenio Corini: "Scudetto in cassaforte, sfida col Toro sarà equilibrata. Khedira straordinario, Pjanic si deve solo abituare. Barzagli? Può giocare ancora a lungo".

autore
Mirko Di Natale
per Tuttojuve.com
sabato 6 maggio 2017, 15:15Primo piano
autore Mirko Di Natale
06.05.2017 15:15Primo piano
Federico De Luca
Federico De Luca

Quarantasette presenze totali con la maglia bianconera, un emozione indossare quei colori come ci racconterà in seguito. Eugenio Corini, da doppio ex del derby della Mole di questa sera, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve come vede il match: "Penso che la pressione sia su tutte e due le squadre - esordisce l'ex centrocampista -, che si giocano obiettivi importanti. La Juve è vicina al sesto titolo di fila, il Toro affronta una partita sentitissima da tutti i suoi tifosi che vogliono la vittoria. I granata sono reduci da un buon match contro la Samp e metterà in campo tutte le sue qualità caratteriali e tecniche questa sera".

Potrebbero schierarsi con un modulo a specchio. Questo può creare maggiore equilibrio tra le due squadre?

"E' normale che la Juve sia di livello superiore, ma i derby sono partite a se e i valori possono avvicinarsi. Il Torino dovrà fare una partita perfetta da tutti i punti di vista, così come all'andata sarà una partita interessante e il risultato che ne conseguirà non sarà scontato anche se la Juve sta dominando il campionato".

Gli ultimi due derby giocati allo "Stadium", tra l'altro, sono stati decisi sia da Pirlo che da Cuadrado nel recupero...

"La storia dei derby dice questo, a parte qualche rara eccezione. Anche all'andata abbiamo visto una grande giocata di Higuain a rompere le sorti della partita, fino ad allora c'era stato molto equilibrio".

Sarà interessante la sfida tra Belotti e la difesa bianconera, un vero e proprio bunker ultimamente. Potrebbe esser questa una chiave di lettura di questo match?

"Belotti ha già dimostrato all'andata di saper far gol alla difesa straordinaria della Juventus. E' un giocatore di valore, mi piace molto il suo spirito perchè trascina i suoi compagni ed è un grande finalizzatore. Sa segnare di testa, di destro, di sinistro. E' una grande risorsa per il Toro perchè sta diventando di assoluto livello".

Belotti è il finalizzatore che mancava alla nazionale azzurra da parecchi anni. Ci può stare il paragone con Vieri?

"Sì come caratteristiche lo ricorda, è un giocatore potente e possente che sa attaccare la profondità, molto bravo a finalizzare sui cross. Riesce sempre a partecipare alla manovra, è migliorato molto dal punto di vista tecnico e negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante. Il Torino ha creduto nelle sue capacità, lui ha ripagato questa fiducia facendo gol importanti".

Allegri, dopo la sfida col Monaco, ha dichiarato che senza Khedira ha dovuto creare maggior equilibrio con gli innesti di Barzagli e Dani Alves, rinunciando all'esplosività di Cuadrado. Quanto è importante nel centrocampo bianconero il ruolo del tedesco?

"Khedira è un giocatore straordinario perchè abbina fisicità, passo, tecnica e capacità di inserimento anche se è un mediano. Ha una lettura portentosa in zona gol, è forte nel gioco aereo. Alla Juventus hanno fatto un grande lavoro perchè lo hanno acquistato nonostante non avesse giocato molto nel suo ultimo anno a Madrid, anche se ha avuto qualche problema l'anno scorso ma ora sta trovando continuità di rendimento, così ha potuto dimostrare il giocatore di livello che è sempre stato: nel 2014 ha vinto la Coppa del Mondo con la Germania, ha vinto in Europa con il Real. La storia dice che è un calciatore mondiale, fisicamente lo sta dimostrando".

Il tedesco aiuta molto quello che è il gioco di Pjanic, ma il bosniaco a volte sembra esser troppo discontinuo. Condividi l'analisi, mister?

"Secondo me è un giocatore straordinario. Anche Pirlo perdeva qualche palla in uscita, ma quante palle pulisce e quanti palloni regala ai compagni? Bellissima la sfera che ha regalato a Bergamo a Dani Alves in occasione del secondo gol bianconero. Negli scorsi anni ha giocato meno da interno, ora si deve abituare nella gestione della palla e deve lavorare più in sicurezza. Ma il suo acquisto ha dato estremo valore al centrocampo della Juventus".

Alla Juve manca un costruttore di gioco, ma l'intuizione di Allegri sembra aver sopperito a questo problema...

"Penso che Pjanic, così come nelle intenzioni di Allegri, doveva giocare da interno come già visto anche nel 3-5-2. Lui deve migliorare nel ruolo, è un giocatore molto intelligente che sa quando giocare lungo e quando giocare corto. Per me ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei migliori, si deve solo abituare a lavorare negli ultimi trenta metri e capire come pulire o non perdere al meglio i palloni che ha a disposizione. Negli occhi dei tifosi bianconeri c'è ancora Pirlo, ma Pjanic è un giocatore determinante".

Quanto ti sta stupendo il tuo ex compagno di squadra Andrea Barzagli?

"E' stato mio compagno a Palermo, arrivò al primo anno di Serie A e abbiamo giocato tre anni insieme. Era già un grande giocatore, molto abile tecnicamente e insuperabile nell'uno contro uno come lo è oggi. La partita di Montecarlo è stata da Andrea Barzagli, un giocatore completo che, secondo me, mentalmente e fisicamente è di grande spessore. Negli ultimi anni ha avuto una crescita impeccabile, può continuare per molti anni e sono contento per lui perchè si merita tutto ciò che ha costruito nella sua carriera".

In tanti elogiano il solo Buffon, ma tutta la fase difensiva sta dimostrando davvero tanto...

"Ci può esser la mancanza di qualcuno, ma c'è sempre il compagno che mette la toppa. A Montecarlo c'è stato Buffon che ha fatto tre o quattro parate, questo deve far capire che in campo c'era anche il Monaco. Poi la lettura che ha dato Allegri è stata fantastica, sta facendo un lavoro pazzesco anche nella ricerca dell'equilibrio e in funzione all'avversario. Non sbaglia niente. La scelta di Barzagli è stata azzeccatissima, mettere uno della sua esperienza ha reso più solido il reparto difensivo che ha contenuto un campioncino come Mbappe che farà strada".

Mi citavi il Monaco, la parola "Triplete" è così tabù? Cosa ne pensi di questo mister?

"Ci sono grandi possibilità che si possa realizzare oggettivamente la tripletta. Lo scudetto è quasi in tasca, manca solo ormai qualche partita e il derby da questo punto di vista può far capire se lo vince presto oppure tra qualche partita. In Coppa affronterà la Lazio che ha dimostrato contro le big la propria compattezza e la propria bravura nel ripartire, mentre in Champions la finale è raggiunta al 90%. Probabilmente ci arriverà contro il Real, queste partite sono sempre un punto di domanda ma la percezione è che stia disputando una grandissima stagione. Sarebbe straordinario per un club italiano riuscire a ripetere quanto fatto dall'Inter nel 2010".

Curiosità: che ricordi hai del periodo trascorso in bianconero?

"Arrivare a vent'anni nella Juve è stato bello, era un periodo di piena rivoluzione perchè cambiarono i piani societari e fu fatta una campagna acquisti importante con gli acquisti di Baggio, Di Canio e il tedesco Haessler. La squadra aveva creato i presupposti per vincere successivamente; durante il primo anno rimanemmo per qualche giornata in testa classifica ma poi calammo a seguito della sconfitta con la Samp, la stagione seguente con Trapattoni in panchina arrivammo secondi dietro un Milan che, in quegli anni, era un rullo compressore. In due anni giocai quasi cinquanta partite, poi decisi di andare alla Samp finalista in Champions nell'ambito dello scambio con Vialli".

Si ringrazia Eugenio Corini per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista.

per Tuttojuve.com

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