PIEDE SULL'ACCELERATORE
Caterina Baffoni
Se quella contro il Torino è stata una lezione noiosa data da Madama ai cugini di casa, sicuramente quella contro i greci del Pireo di mercoledì sera è stata importante quanto utile: la Juve ha mostrato, seppur con qualche fatica di troppo, di avere la qualità per vincere anche in Europa contro chi si difende in maniera testarda, anche perché trovare spazi contro una negazione del gioco, è un'operazione particolarmente irritante. Gestione del gioco, del parco offensivo e non solo, ma soprattutto pazienza applicata, hanno dato ragione ad un gruppo compatto e solido, capace di far rendere un ventenne padrone nel distribuire e recuperare palloni in mezzo al campo. Mentalità sconvolgente del Lolo a centrocampo che è riuscito a sopperire all'inaspettata assenza di Miralem per infortunio. Gambe e spirito di sacrificio ripagano sempre, soprattutto a chi ha la forza morale per imporla, come mister Max, capace di infondere quella calma che permette solo ai più forti di non innervosirsi e portare a casa il risultato. Dopo la debacle di Barcellona, Madama ha dato un bel segnale in chiave Champions League, non tanto per il valore modesto dell’Olympiacos, ma per il tipo di partita che riesce a sbrogliare e per dar seguito all'ottima prestazione del derby, a tratti superlativa, ritrovando anche il bomber rimasto impigliato non tanto dai suoi malumori, ma in quelli dei suoi detrattori. Non sono considerazioni da poco anche se la Juventus del derby aveva riempito maggiormente gli occhi, questa squadra ha saputo soffrire e ha dato risposte importanti anche nella consapevolezza di saper vincere in partite in cui la brillantezza e la fluidità del gioco sono scarse.
La manovra juventina è più prevedibile con la coppia Matuidi-Bentancur dove l’uruguaiano è stato ancora una volta protagonista di una prova di personalità e contenuti tecnico-tattici di particolare interessa, ma non ha il destro fatato e i lampi del regista bosniaco che, purtroppo, mancherà anche a Bergamo. Eppure l'eclettismo e l'essenza poliedrica di Madama ha fatto ben intendere come sia brava e consona a tappare qualche buco di troppo.
Contro la "Dea" di Bergamo dovremmo aspettarci una Signora, quindi, vestita di un abito da sera molto simile a quello del mercoledì europeo e di Juventus-Fiorentina, l’altra gara giocata senza Pjanic, in cui una sensazione di generale solidità può prendere forma, ma senza strumenti abbastanza affilati per squarciare la difesa avversaria, perchè se gli inserimenti pilotati del bosniaco verranno meno, i cambi di gioco con i quali sorprendere la testuggine bergamasca di Bentancur e la fluidità di Matuidi nello spezzare le trame di gioco avversarie sono l'arma ideale da utilizzare, magari con l'aggiunta di supporto dagli esterni che si traduce in forza fresca ed entusiamo, alla Bernardeschi.
Sì, è vero che Dybala senza il numero 5 bianconero risulta un po’ confuso perchè arretra a cercare la palla e la regia, perdendo la profondità, ma si sa che se è in giornata, c'è poso da fare, senza considerare che al suo fianco possa contare su un certo ariete del gol col 9 sulle spalle, e un combattente dalla resistenza ineccepibile come Mandzukic: ed ecco che il muro di resistenza avversario verrebbe inevitabilmente schiantato da una voglia di gol ritrovata del Pipita, e dalla grinta di un giocatore mai domo come quello croato.
Il bello del reparto offensivo bianconero sta proprio nel fatto che quando non segna l’uno, torna a farlo l’altro. E viceversa.
Fatto sta, che al netto di qualsiasi considerazione tattica o valutazione tecnica, il divario qualitativo fra la formazione della Juventus e quella Atalantina è abbastanza profondo per essere riempito da considerazioni e vari discorsi motivazionali.
La sesta vittoria consecutiva nella stracittadina di Torino ha dunque trovato una squadra che pian piano sta arrivando alla condizione atletica ottimale e nella quale i nuovi stanno mettendo a punto l’intesa e completandone il rodaggio.
La sfida di domenica sera infatti risulta essere molto affascinante, e sottovalutare questa Atalanta può diventare un errore enorme dato che i nerazzurri stanno esprimendo un bel gioco anche in territorio europeo, dopo un'assenza lunga 26 anni. L'Everton prima ed il Lione poi lo hanno imparato sulla propria pelle: spavalderia nel pre-gara e testa bassa, molto bassa al fischio finale. Merito soprattutto del Papu Gomez, l'uomo simbolo di una squadra compatta e coraggiosa che non si risparmia mai e se la gioca anche nei palcoscenici più importanti lanciando segnali positivi, anche se poco confermati in campionato. L'Atalanta è stata l'emblema, fino ad oggi, di come una buona dose incoscienza e puro entusiasmo possano dar vita ad un gioco migliore, rispetto a chi è convinto di farlo, perchè a fare la differenza non è il pedigree o il blasone europeo, ma l'atteggiamento.
Lo stesso atteggiamento che Madama dovrà adottare per portare a casa il massimo della posta in palio.


