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LIVE TJ - MAROTTA ALLA DS: "Tre punti arrivati con caparbietà. Bonucci? Ha scelto lui di andarsene. Suo passaggio pieno di difficoltà. Scudetto o Coppa? Aspettiamo Champions. Inter avversario più temibile. Su Dybala..." (INTEGRALE)

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Redazione TuttoJuve
per Tuttojuve.com
lunedì 6 novembre 2017, 01:30Primo piano
autore Redazione TuttoJuve
06.11.2017 01:30Primo piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

L'amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta, è ospite in questi minuti de La Domenica Sportiva. Tuttojuve.com sta trascrivendo integralmente e in tempo reale le sue parole:

Bonucci giocava con Chiellini e Barzagli e con tutto il rispetto per il Milan, il livello è diverso. E' d'accordo?
"Sì, confermo, certamente. Bonucci è un ottimo giocatore, sicuramente il passaggio è stato un passaggio pieno di difficoltà per lui, però credo anche che vadano anche valorizzati i compagni. Il calcio è un gioco di squadra, il singolo sì, può dare sicuramente un valore aggiunto, però credo che l'insieme - la rosa di questi giovani - vada aspettato. Noi come Juventus auspichiamo che possano diventare competitivi per poi cercare di batterli".

Ma se era un ottimo giocatore perchè l'avete dato via?
"Perchè sai benissimo che le scelte vengono fatte principalmente dai giocatori, quindi sono loro i destinatari del loro futuro. Nel momento in cui Bonucci ha intrapreso una decisione, noi gli siamo andati dietro, perchè evidentemente la Juve non trattiene i giocatori che esprimono la voglia di andare via. Questo non significa che dei rapporti fossero cattivi, Bonucci è un ottimo giocatore, però probabilmente per esaltare le sue capacità e trovare degli stimoli nuovi, ha fatto questa scelta".

Quindi confermiamo che è stata una scelta di Bonucci e non della Juventus?
"Qualsiasi trasferimento viene principalmente per la volontà del calciatore, quindi è lui che decide. Poi è chiaro che la società  può avere un confronto più diretto con lui, ma quando ci sono queste volontà io credo sia la cosa migliore lasciar andare i giocatori".

Il fatto che la Juve stia prendendo più gol dipende dall'essenza di Bonucci?
"Devo dire che è cambiato un po' il modello di riferimento, facciamo anche più gol, siamo la squadra in questo momento in Serie A che ha realizzato più gol, abbiamo una media gol superiore all'anno scorso, quindi un atteggiamento diverso; abbiamo un attacco stratosferico a mio giudizio, probabilmente questo espone la squadra a dei rischi maggiori in fase difensiva, però nella compensazione i gol sono superiori all'anno scorso e di conseguenza le partite le vinciamo con più facilità di prima".

Bonucci era anche un po' un regista?
"Bonucci è stato un nostro calciatore, da noi ha fatto molto bene, probabilmente anche le sue ambizioni personali lo hanno portato a prendere questa scelta, ma è una scelta che va rispettata. La Juventus avanti e Bonucci ha la possibilità di intraprendere una carriera diversa". 

E' stato il procuratore del giocatore a chiamare il Milan. Il Milan non aveva previsto di prendere Bonucci, quando gli è capitata questa occasione l'ha fatto come investimento emotivo per capire che era tornato sul mercato un grande Milan.
"Sì, confermo".

Vediamo il gol di Ciciretti che ha fatto male a Marotta...
"Ha fatto male oggi pomeriggio, ma adesso lo vedo con tranquillità".

Alla ripresa del campionato servirà un'altra Juve? Servirà un altro Dybala?
"Devo dire che il servizio di Bizzotto è stato molto severo, comunque siamo abituati. Oggi è stato un canovaccio di partita particolare, che negli annali del calcio si è visto spesso, si vede e si vedrà ancora. Quando i pronostici della vigilia danno dei risultati scontati, il campo dimostra il contrario. Però devo dire che la squadra ha avuto una caratteristica, la caparbietà, che non è stata esaltata: la voglia di vincere che poi è nel dna della Juventus e grazie a queste componenti siamo riusciti a portare a casa i tre punti molto importanti".

La Juventus è ad un punto dal Napoli, non è fuori dal campionato.
"No, assolutamente, anzi dire che è ad un punto dal Napoli, ha un punto in più dell'anno scorso. Devo dire che il cammino del Napoli fino ad oggi era stato straordinario, questo pareggio ha tranquillizzato un po' il campionato, però ha fatto un percorso straordinario, noi l'abbiamo fatto ordinario, ma rispetto all'anno scorso siamo in perfetta media, quindi sappiamo che arrivare in alto e mantenerci in alto è difficile, e applichiamo il nostro modello: un modello di riferimento particolare dove la sofferenza è una componente importante".

Per la Coppa dei Campioni andrete sul mercato a gennaio?
"No, assolutamente no, perchè questa è una rosa competitiva per quelli che sono i nostri obiettivi. Comunque siamo in media anche nella Champions, il nostro girone era impegnativo per la presenza soprattutto del Barcellona. Non siamo qualificati, ma se non dovessimo ottenerla dipenderebbe solo da noi".

Alla dodicesima giornata, meglio vincere un altro Scudetto o conquistare una finale di Champions?
"La finale di Champions è una cosa agrodolce, bisogna vincerla. Partecipiamo alle due competizioni e il massimo sarebbe vincerle entrambe".

Una scelta?
"La scelta... sì, la Champions è un qualcosa che tutti i tifosi juventini aspettano e anche noi".

Dybala ha segnato tanto nelle prime giornate e ora si è bloccato. Cosa gli succede?
"Niente, secondo me è un percorso normalissimo di crescita, si lassa anche attraverso questi momenti. Ricordo che Dybala non ha ancora 24 anni, li compie proprio il 15 novembre, quindi è normale che un giocatore della sua levatura calcistica trova la maturità intorno ai 26-27 annni. Da lui si aspettano sempre cose straordinarie, perchè è abituato a darci delle cose straordinarie, quindi quando fa una partita magari ordinaria come quella di oggi il 6 diventa 5 o 4. Ma bisogna avere la pazienza di aspettarlo. Oggi devo dire con certezza che è un grande talento, per diventare campione ci vuole del tempo, campione lo si diventa quando si acquisisce una continuità di risultato, di gioco, di prestazioni. Oggi diamogli un'attenuante perchè è ancora 23 enne, è arrivato alla Juventus, giro di un anno, un anno e mezzo si è caricato di responsabilità, tutti pretendono che faccia cose straordinarie e quindi ci vuole pazienza".

Dybala ha rinnovato il contratto ma si dice che voglia alzare l'asticella.
"Economicamente parlando? Devo dire che capita raramente trovare calciatori che antepongono l'apetto economico a quello di un modus vivendi che possono trovare all'interno della squadra; magari possono trovar eambizioni altrove, questo sì. Ma in questo momento Dybala è concentrato sulla sua attività sportiva, non guarda gli interessi economici, ha un contratto con noi lungo, ma non è poi tanto questo perchè i  contratti si possono nfare e poi si disfano, ma devo dire che è l'armonia e la simbiosche si è creata col club".

Un giocatore come Dybala deve accettare i 10 gol e il momento di difficoltà. Allegri dice sempre che ci sono molti momenti in partita in cui la Juventus perde concentrazione. Questa è un'assoluta novità. Perchè? Lo pensa anche lei?
"Sì, sono d'accordo con questa analisi perchè è capitato spesso di vedere una squadra a due volti, è difficile: oggi non sappiamo neanche noi trovare... abbiamo fatto una diagnosi ma non sappiamo qual è la terapia. Quindi porta ad avere meno facilità di prima nel portare a casa i risultati. Non c'è una causa precisa, probabilmente sono anche i profili, le tipologie dei calciatori di quest'anno che sono  un poì rispetto agli anni passati, però l'importante è raggiungere l'obiettivo. L'importante è avere davanti dei giocatori che fanno gol. Se non lo fa Dybala esce ancora Higuain e questo ci dà la possibilità di continuare nel nostro ruolino di marcia".

Rispetto allo scorso anno qual è l'obiettivo?
"Nel dna della Juventus - Marco (Tardelli, ndr) ha indossato gloriosamente questa maglia - dove partecipa si deve vincere, quindi è normale che noi vorremmo vincere tutte le competizioni".

Cardiff pesa ancora?
"No assolutamente, assolutamente. Ci siamo allenati anche a questo, perchè comunque ne abbiamo perse due negli ultimi tre anni, quindi ci siamo allenati. Lo sconforto non c'è di sicuro"

Non ci sono le scorie di quella delusione nella mente?
"No, penso siano passate. In quel momento è stata una ferita molto profonda, perchè l'altro siamo arrivati carichi, più ottimisti rispetto alla finale di Berlino. Però il Real Madrid è una squadra molto forte, la più forte in Europa, quindi alla distanza sono venuti fuori i valori". 

(Leonardo Bonucci in collegamento, ndr)

Bonucci: Buona sera direttore
"Ciao Leo".

Vi siete detti tutto? Vi volete dire qualcosa?
Bonucci: "No, credo che certe cose si debbano dire in privato, c'è un grande rapporto con il direttore, c'è sempre stata massima disponibilità, massima schiettezza in quello che è successo nei sette anni passati insieme, quindi si è concusa una parte della mia carriera per cose che sarebbe poco carino e poco da signore dire in diretta, ma io non ho nessun tipo di problema nè nei confronti della Juventus nè tantomeno del direttore. Quindi non posso far altro che ringraziare la Juventus, perchè grazie alla Juventus sono diventato il giocatore ammirato e che due lunedì fa è stato a Londra per ritirare un premio tanto prestigioso che è per il singolo ma anche merito della squadra. Il passato è chiuso, quello che c'è stato, è stata una normale conseguenza di quello che è successo, ma non ho voglia di ritornarci sopra. Ho trovato grande disponibilità nella società e la società ha trovato disponibilità da parte mia sia nei sette anni che nell'ultimo mese che siamo stati insieme". 

Marotta vuole dire qualcosa?
"No, io gli faccio un grande in bocca al lupo. L'ho detto prima, anche Leo giustamente cercava un percorso diverso, dove potesse sentirsi più realizzato, è normale che sia stato un atto di lealtà che abbiamo condiviso insieme, con la scelta poi di definire un trasferimento al Milan".

Bonucci, rifarebbe tutto dopo Cardiff in poi"
Bonucci: "Sì, se l'ho fatto è perchè è stato pensato e maturato"

Direttore, avete paura della Roma? 
"La Roma negli ultimi anni è sempre stata un'antagonista nel nostro percorso. Anche quest'anno, nonostante sia cambiato l'allenatore, ha una rosa competitiva, un allenatore pieno di entusiasmo, con idee calcistiche non solo moderne ma anche molto concrete, quindi sicuramente è una candidata onorevole allo Scudetto".

Marotta teme di più il Napoli, l'Inter o la Roma? Mettiamoci dentro anche la Lazio... e la Samp...
"Credo che l'Inter sia quella che, calcolando che non ha impegni internazionali, europei, può modulare meglio la propria preparazione; è una squadra molto concreta, non è spettacolare, ma è cinica e  ottiene risultati importanti. Quindi l'Inter credo sia quella a mio giudizio più temibile".

Cosa è successo con Schick la scorsa estate? C'era stato un interessamento della Juventus...
"Più che un interessamento, noi l'avevamo trattato, avevamo definito un rapporto contrattuale, c'è stato un riscontro oggettivo dal punto di vista delle visite mediche, dove purtroppo in quel momento sono state riscontrate delle anomalie e quindi non c'era l'idoneità, quindi abbiamo dovuto rinunciare".

Questi nuovi acquisti sono attori non protagonisti?
"Non a caso oggi il primo in classifica il Napoli e se vedete il calciomercato del Napoli questa estate, ha fatto solo un paio di operazioni perchè ha confermato  la quasi di totalità dei giocatori che stanno continuamente scendendo in campo, che sono ottimi: così come la Juventus, così come il Real Madrid, così come il Manchester City, le squadre migliori non sempre devono rivolgersi al mercato per rivoluzionare la squadra. Noi abbiamo fatto delle operazioni propedeutiche per il nostro futuro, abbiamo preso dei giovani interessanti, Bentancur, Bernardeschi, Douglas Costa, giovani che troveranno il tempo per dimostrare le loro capacità. Col tempo abbiamo confermato una rosa, un assetto di 12 titolari che hanno fatto benissimo l'anno scorso, hanno fatto bene negli passati e quindi non c'era motivo per...".

Tornerete sul mercato?
"No, assolutamente no".

Finisce così?
"Sì. Tornando al discorso del turnover, noi abbiamo una rosa numerosa, di grande qualità, considerando che l'anno scorsoabbiamo disputato 57 partite ufficiali, senza considerare le nazionali ed è logico che una squadra debba allestire una rosa numericamente forte".

Come mai giocatori della Juventus  sono stati meno disponibili verso i cronisti all'arrivo a Coverciano?
"Non credo ci sia indisponibilità, probabilmente non c'era l'opportunità di farlo. Ho visto che Buffon è arrivato col treno delle 19.10. Saranno concentrati come è giusto che sia".

Come vede questa Nazionale?
"Non voglio entrare nelle tematiche tattiche, ma cidevono essere considerazioni e riflessioni che ci devono portare a sottolineare come sia importante l'aspetto psicologico, motivazionale. Nell''82 inaspettatamente l'Italia ha vinto il Mondiale, siccome abbiamo a che fare con uno spareggio, dove la tesione, la sofferenza, quelle qualità che evidenziavamo prima nella Juventus, sono componenti fondamentali. Ventura metterà in campo quei giocatori che rispettano  queste esigenze. Ci sarà tanta tensione e poca possibilità di giocare bene".

Ci aspettiamo un'altra rivoluzione di Allegri?
"E' probabile. Allegri è un bravissimo allenatore, ha una rosa competitiva, tutti vogliono giocare ed è normale che debba gestire nel migliore dei modi questa situzione. Cercherà di trovare spazio per tutti nell'ambitodi quella che è una stagione piena di difficoltà, di tante partite e impegni. Quando cerchiamo un giocatore, cerchiamo giocatori ecclettici che possano ricoprire più ruoli. Poi sta a lui metterli in campo e gestirli nel migliore dei modi".

Cosa pensa del Var e quali modifiche eventualmente vorrebbe?  Molti tifosi sostengono che il Var non sia andato incontro ai diritti della Juventus in queste prime giornate.
"Tu Riccardo (Cucchi, ndr) vieni dalla radio e la radio era un qualcosa che si immaginava, trasmetteva adrenalia ed emozioni. La Var oggi ci toglie le emozioni. A Bergamo, mi è capitato, ho fatto anche una brutta figura perchè  c'è stato annullato un gol dopo qualche minuto e quindi ho dovuto reprimere quella emozione forte che tipica del momento del gol. Io sono d'accordo all'ingresso della tecnologia, assolutissimamente deve venire, non la tgemiamo per niente.

I tifosi juventini dicono che la Juve non è stata aiutata dal Var.
"No, tutto sommato magati ci hanno dato un rigore contro con il Genoa, Ma poi ci hannod ato un rigore a favore che in realtà solo la Var ha potuto togliere. Consideriamo la Var come uno esperimento, deve essere utilizzata, armonizzata meglio, dando comunque la centralità all'arbitro che è in campo. In questo momento c'è un protocollo molto rigido che prevede l'intervento della Var in alcune occasioni. O si estende  totalmente adelle situazioni non vedibili dalle telecamere o dai singoli spettatori, che però sono determinanti, oppure si deve limitare a delle interpretazioni molto ristrette. Credo siamo nella fase della sperimentazione, vedo che domenica dopo domenica si migliora, quindi noi siamo assolutamente favorevoli"

Lei è un appassionato d'arte: se dovesse paragonare la Juventus a un'opera d'arte?
"Io sono un modesto esperto di arte contemporanea, mi ha un po' contagiato l'amico Ardiedo Braida. Un quadro non l'ho in mente, forse ho una struttura che è il David di Michelangelo, perchè ritengo sia la struttura più bella e autentica che l'uomo abbia potuto fare. Davide è pronto a gareggiare con Golia, quindi la metafora è  proprio quella del combattimento. Noi come Juventus, dobbiamo sempre misurarci con degli avversari. Oggi non so se avevamo contro Davide o Golia. La Juventus comunque è abituata, deve sempre soffrire, qualsiasi partita giochi, anche con squadre di provincia, contro di noi giocano la partita dell'anno. Oggi il Benevento ha giocato in assoluto la migliore partita(TRASCRIZIONE TUTTOJUVE.COM)"

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