ESCLUSIVA TJ - Sergio Porrini: "Bilancio Juve positivo, giusto affidarsi alla vecchia guardia. Su Rugani troppe conclusioni affrettate, dategli tempo perchè le qualità ci sono"
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex bianconero campione d'Europa e del mondo, Sergio Porrini, per parlare del momento bianconero e non solo:
Sergio, che bilancio si può fare di questi primi mesi della squadra bianconera?
"Sicuramente il bilancio è positivo, perchè nonostante qualche difficoltà iniziale si trova ad un punto dalla vetta della classifica ed è in una buona situazione in Champions. Tutto sta andando secondo il programma. Aspettiamo, ora, la crescita dei nuovi acquisti Douglas Costa e Bernardeschi, mentre Matuidi si è inserito davvero bene. Penso che per i primi due citati ci vorrà più tempo per inserirsi completamente, ad oggi hanno ancora bisogno di trovare gli equilibri di squadra".
Avalli, dunque, l'idea del mister di affidarsi dall'inizio alla vecchia guardia?
"Allegri ha dimostrato, in questi anni, che centellina i nuovi acquisti per permettergli di entrare nell'ottica del club Juventus, squadra il cui obiettivo è sempre quello di vincer tutto. In alcune partite ha avuto la possibilità di valutarli, ma nel momento del bisogno si affida ancora a chi è più pronto. Questo non mi stupisce, perchè questi giocatori conoscono cosa vuole il mister e offrono maggior tranquillità".
C'è un giocatore in questa rosa che nel momento in cui viene a mancare rompe quelli che sono gli equilibri?
"I giocatori chiave sono presenti in tutte le squadre e la loro assenza è spesso molto marcata per gli equilibri di squadra. L'identikit, in difesa, corrisponde al nome e cognome di Giorgio Chiellini mentre a centrocampo non vedo un calciatore insostituibile. In attacco, invece, Mandzukic è il calciatore più importante così come lo sono anche Higuain e Dybala. La fortuna della Juventus è che ci sono tantissimi campioni che possono cambiarti la partita, è fondamentale averne tanti perchè quando un Dybala cala c'è un Higuain che gli subentra. Questi tre giocatori sono imprescindibili".
In tanti addetti ai lavori ritengono che Rugani non abbia la personalità di giocare in questa squadra. Sei d'accordo con queste parole?
"Tutti quanti fanno in fretta a trarre delle conclusioni, che in genere si rivelano sbagliate. La dimostrazione è avvenuta quando la Juventus giocava a quattro dietro con Bonucci e Chiellini prendendo tanti gol e arrivando lontana dal primo posto. Poi arrivò Conte, che mise ordine e quei giocatori divennero insostituibili. Bisogna dar tempo soprattutto a quei calciatori giovani che giocano in difesa, perchè un loro errore possono determinare un risultato. Non è mai facile far parte di un club che gioca sempre per vincere, vieni sempre giudicato per qualsiasi prestazione e sei sempre sul banco degli imputati. Le qualità di Rugani ci sono, per me ha bisogno di tempo e spero che ci si possa ricredere su di lui".
Pur avendo un punto in più dell'anno scorso, la Juventus è seconda in classifica. E' un campionato più equilibrato complessivamente oppure lo è solo nelle zone alte?
"Si sta rivelando un campionato più equilibrato sia nelle zone alte perchè sapevamo che il Napoli era cresciuto tantissimo e maturava sempre più nella mentalità anno dopo anno. Le sorprese sono l'Inter e la Roma stessa, l'equilibrio è maggiore nel vertice ma non è da meno nelle zone medio-basse dove il Benevento sta pagando il passaggio della categoria. E' molto più interessante, divertente ed appassionante rispetto al passato".
A distanza di quasi una settimana, che undici sceglieresti per i 120 anni della storia bianconera?
"Sinceramente ritengo sia difficile o quasi impossibile scegliere i calciatori, vista la gloriosa storia che sta avendo questa società. Ad esempio in porta, come fai a scegliere tra Buffon, Zoff e Peruzzi? Davvero difficile. Io penso più a tre formazioni vincenti, tre formazioni in grado tranquillamente di poter vincere tutto".
Si ringrazia Sergio Porrini per la gentilezza dimostrata in occasione di questa intervista.


