Tracollo Italia, Paolillo: "Gattuso non andava messo lì. Gasperini il meglio per ripartire"
L'ex amministratore delegato dell'Inter, Ernesto Paolillo, nel corso dell'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com ha parlato anche della questione del commissario tecnico della Nazionale: da chi ripartire, ora che il disastro è compiuto e l'Italia è fuori da un altro Mondiale?
Quali sono le colpe della Federazione e da cosa serve ripartire?
"Parto dalle scelte dei ct: sono state fatte in maniera sbagliata. Uno bravo come Spalletti o altri tecnici bravi che abbiamo avuto andavano tenuti per fare una progettazione a lungo termine, non con decisioni così affrettate. Gattuso non era neanche da mettere al vertice della Nazionale".
Non ripartirebbe da Gattuso, quindi?
"No, non ha mai dato fino ad ora - come allenatore - risultati significativi. Non è un allenatore che riesce ad imprimere un gioco alla squadra. Alla fine i giocatori finiscono con l'andare in campo assemblati in qualche modo. Bisogna mettere un mister che sappia come far coesistere i giocatori che lui stesso sceglie".
Nomi per il futuro ct? Roberto Mancini si è proposto diverse volte.
"Mancini forse è stato 'bruciato' da come è finita. Ad ogni modo servono allenatori così, come anche Spalletti, Ranieri, che magari potrebbe ripensarci ora. Di allenatori bravi ne abbiamo. Io penso che l'allenatore migliore per la Nazionale sia Gian Piero Gasperini".
Poi?
"Si riparte cambiando gli uomini in federazione. Facendo una riforma alla Serie A per dare spazio alla Nazionale. La Federazione non programma come dovrebbe programmare, servono date fisse per le convocazioni e per gli allenamenti. Il campionato a 20 squadre è troppo lungo ed esagerato, specialmente adesso in cui si gioca anche a fine stagione con tornei nuovi. Un campionato a 18 squadre recupererebbe per esempio 2 turni per far allenare assieme i giocatori della Nazionale. Io insisto: il difetto sta nella programmazione della Federazione, dal settore giovanile in avanti. Non va bene così, poi i risultati sono questi. Aggiungo una cosa".
Prego.
"Serve una programmazione a lungo termine anche per i settori giovanili. E serve far convivere il più possibile i giovani talenti con i 'grandi'. Avevo lanciato io stesso l'idea di fare un torneo in stile Champions League per i giovani, la UEFA la accolse ideando prima la Next Generations e poi la Youth League. Fai viaggiare sullo stesso aereo giovani e campioni, aiutando la crescita".
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