Disastro Italia, Morace: "Gli altri sport crescono perché hanno una visione. Il calcio no"
L'ex leggenda del calcio femminile (153 presenze e 105 reti con la maglia dell'Italia) Carolina Morace, oggi Eurodeputata per il Movimento 5 Stelle, sui propri canali social ha commentato la mancata qualificazione dell'Italia maschile per la terza volta consecutiva chiedendo una radicale riforma del sistema che riparta dalla crescita dei giovani calciatori e una riduzione della logica del profitto e della vittoria a ogni coso:
"La Nazionale maschile di calcio non parteciperà al terzo Campionato del Mondo consecutivo. Il giorno dopo la sconfitta in Bosnia è quello delle polemiche, delle accuse e della caccia ai colpevoli. Diciamoci la verità: che il sistema calcio, nel suo complesso, andasse riformato lo sapevamo tutti da tempo. Bisogna ripartire dai settori giovanili e dalla crescita di giovani talenti italiani, che poi devono trovare spazio nelle squadre di club. La logica del profitto e della vittoria a tutti i costi non può andare avanti. I costi delle scuole calcio devono essere diminuiti, così come quelli degli abbonamenti alle pay tv.
In Francia e Germania, dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali, i sistemi sono ripartiti proprio dai settori giovanili. Anche in Italia abbiamo l'obbligo di far rinascere la passione per il gioco del calcio. Quello puro, quello dei giovani. Non c'è più tempo: bisogna rifondare e ripartire adesso.
E fa ancora più riflettere sentire il presidente Gravina parlare di dilettantismo, sport di Stato e confronti “non equi” con le altre discipline in forte crescita. Non era mai successo che una Nazionale campione del mondo fallisse per tre volte consecutive la qualificazione al Mondiale. Servono soluzioni concrete e una strategia chiara. Perché se queste soluzioni non sono arrivate in otto anni di fallimenti sotto l’attuale presidenza, è legittimo chiedersi perché dovrebbero arrivare adesso.
Gli altri sport crescono perché hanno una visione, una programmazione e un progetto serio. È esattamente quello che oggi manca al calcio italiano".











