Moggi: "Inchiesta arbitri? Mi sembra la ripicca di uno che è stato mandato via"
Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, ha commentato il momento del club bianconero dal Salone del libro di Torino: “Il finale di stagione si sta salvando, anche se non è finita. Penso che con Spalletti siano state fatte cose importanti, risvegliando uno spogliatoio che dormiva. Ora siamo alle partite finali e abbiamo assistito a una comica, il calcio sembra passato in sottordine rispetto al tennis. Ci sta pure, loro hanno un campione come Sinner, però mi è sembrata una cosa assurda quella vista in questi giorni”.
Cosa manca a questa Juve per emulare quella del ’96?
“I giocatori. Magari quelli di oggi potrebbero fare panchina, se andate a cercare i calciatori di quel tempo lì c’erano i capitani di Argentina, Svezia, tante nazionali. È un paragone che non regge”.
La priorità della Juventus nel prossimo mercato?
“Io partirei dal centrocampo. Ha difficoltà quando deve fare la partita, fa meglio quando gioca di rimessa. Con la Roma era una partita che veniva dopo la vittoria con l’Atalanta, la Juventus ha avuto fortuna ma si è difesa meglio ed è ripartita. Quando si è trattato di fare la partita è sempre andata in difficoltà: se il centrocampo non fa densità, qualsiasi giocatore si può incuneare a centrocampo e andare uno contro uno con i difensori”.
Che idea si è fatto dell’inchiesta sugli arbitri?
“Non la conosco nel dettaglio, quindi non voglio dare giudizi. Mi sembra la ripicca di uno mandato via, Rocca (l'ex assistente arbitrale autore dell'esposto che ha dato origine alle indagini, ndr), senza coinvolgimento di nessuna squadra. Poi può non essere così, ma non conoscendo gli atti non posso dire molto di più”.
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