Galante racconta l'amico Spalletti: "Quando le cose vanno male ne esce distrutto"
Un’amicizia lunga più di trent’anni, nata ai tempi dell’Empoli e rimasta intatta nonostante il passare del tempo e le diverse strade professionali. Fabio Galante, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha raccontato il suo rapporto con Luciano Spalletti, soffermandosi sul carattere e sul modo di vivere il calcio dell’attuale allenatore della Juventus. “Lo chiamo sempre ‘Spallettone’”, racconta sorridendo l’ex difensore. “Dopo ogni partita gli scrivo un messaggio per complimentarmi e lui mi risponde con i cuori. Poi commentiamo la gara, perché con Luciano c’è sempre spazio per l’analisi”.
Galante ricorda anche gli anni degli inizi: “Già a Empoli era un allenatore in campo. Mi riaccompagnava a casa dopo gli allenamenti e spesso mi ospitava a dormire. Quando andai al Genoa mi chiese perfino di appuntarmi gli allenamenti perché voleva studiarli. È sempre stato un fissato del calcio, ma nel senso buono”.
L’ex calciatore ha poi parlato del momento difficile vissuto da Spalletti dopo il ko con la Fiorentina: “È una batosta che ha accusato tanto. So come reagisce dopo le sconfitte, vive tutto in maniera totalizzante. Se le cose vanno male ne esce distrutto, perché si prende addosso ogni responsabilità. È un perfezionista e non lascia nulla al caso”.
Galante prende posizione sul futuro del tecnico: “Per me non dovrebbe nemmeno essere messo in discussione. La Juventus deve ripartire da lui e dargli la possibilità di costruire la squadra da zero. Uno come Lucio io me lo terrei strettissimo”.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






