Di Gregorio-Juve: e ora che succede? Il parere degli opinionisti
In casa Juve scoppia il caso Di Gregorio, con l'agente che sui social ha sparato a zero sulla società e chiedendo rispetto per il proprio assistito, che ha confermato che partirà per il ritiro con la squadra, in attesa di capire il suo futuro. Ecco cosa ne pensano gli ospiti della radio di Tuttomercatoweb.com.
Stefano Impallomeni: "C'è uno sfogo di un agente, per difendere il proprio assistito. Però quando definice gli altri giocatori come impresentabili...ora vedremo come finirà, ma di sicuro dico che Di Gregorio è uno di valore, ma quando capiti in una Juve da rilanciare, questo è il risultato. Se poi c'è un parere negativo su un giocatore, nessuno di deve risentire. Non credo la Juve abbia dato le colpe a Di Gregorio, ma gli addetti ai lavori, i tifosi. La Juve non c'entra nulla, è un suo patrimonio. Non ho mai sentito certe cose dalla Juve".
Arturo Di Napoli: "Finché è possibile ritengo che i discorsi debbano rimanere in certi confini fra club e giocatore. È il gioco delle parti comunque, anche perché l'entourage di norma tiene la stessa linea dell'assistito. Non è che mi sorprenda più di tanto questa situazione, semplicemente ognuno porta acqua al suo mulino".
Malu Mpasinkatu: "Un agente capisce quando il suo assistito non è più centrale in un progetto. Meglio andare altrove che essere malvoluto dov'è. Di Gregorio il primo anno ha fatto bene, quest'anno tutti non sono andati, lui ci ha messo del suo. Devi difendere il tuo assistito ma non attaccando gli altri. La società è libera di fare le proprie scelte comunque. Lui può andare via, per essere protagonista in una realtà magari inferiore".
David Di Michele: "Non mi è mai capitata una cosa del genere. Però dico che l'errore è citare gli altri giocatori, devi difendere il tuo assistito senza attaccare altri, altrimenti fai innervosire anche la controparte. E' stato un errore attaccare società e altri giocatori".
Giocondo Martorelli: "Sono situazioni che non conosco direttamente, non so i rapporti che ci sono. Però qualcosa posso dirla. Questo tipo di situazione probabilmente la discute in sede, usando anche parole più forti. Fare queste cose, uscire così sui media, non è una cosa fatta nella maniera più opportuna. Ma so che i tempi sono cambiati. Non mi stupisco di questo. Le responsabilità non sono tutte di Di Gregorio, ovviamente, per la mancata qualificazione alla Champions. Una società comunque può decidere di metterti sul mercato, perchè è legittimo cambiare idee, strategie".
Alessandro Iori: "C'è un dato, che racconta che la Juve ha subito gol al primo tiro nello specchio della porta 16 volte. Il portiere della Juve deve essere uno che deve fare una parata a partita. Il portiere ha dimostrato di non essere da Juve, è un dato oggettivo. E' una sentenza inappellabile".
Federico Bertone: "Per me è sbagliatissimo fare una dichiarazione del genere. Nella Juve di una volta non sarebbe accaduto. E poi lui ora ci deve andare in ritiro con quei giocatori. Di Gregorio viene da due anni brutti e si sente in diritto di rivendicare qualcosa. Devi accettare che ti mettano sul mercato, sei in un top club che credo sia normale che cerchi giocatori top".
Paolo Paganini: "Frasi imprudenti. Il procuratore cha capito che si possa deprezzare così. Magari poteva evitare di tirare in ballo altri compagni, però è chiaro che è un gioco delle parti, lui deve cercare di portare a casa il massimo e ha tirato in ballo un paragone indelicato".
Stefano Colantuono: "Paragoni come quelli meglio evitarli. Ora dovranno ricomporre la cosa. Devi parlare del tuo assistito, non devi tirare in ballo altri. La deve ricomporre la cosa, è nell'interesse del portiere".
Massimo Brambati: "Ha perso l'occasione per stare zitto. E poi da che pulpito. Non può fare il portiere alla Juve. Io credo che questa uscita abbia aperto le porte per far sì che il giocatore vada per forza via. Un'uscita infelice, visto che tira in ballo anche altri. E' una strategia sbagliata. Si parla col ds, con la società, non sui social. Poi ora c'è uno d'esperienza lì. E poi hai messo in difficoltà il giocatore. I procuratori devono stare attenti a parlare, perché poi nello spogliatoio ci va il giocatore".
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