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Legrottaglie: "La mia verità sulla Samp. Juve out dalla Champions? Nessuno se l'aspettava"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 16:08Serie A
di Yvonne Alessandro
fonte da Santa Margherita Ligue (GE), Andrea Piras

Legrottaglie: "La mia verità sulla Samp. Juve out dalla Champions? Nessuno se l'aspettava"

Nicola Legrottaglie, ex difensore della Juventus e fino all'estate del 2024 dirigente della Sampdoria, ha rilasciato delle dichiarazioni ai media presenti, a margine della quarta "Tigullio vip padel cup" a Santa Margherita. Tra cui i microfoni di TMW. Si aspettava che la Juve finisse fuori dalla Champions? "No, nessuno se lo aspettava. L'arrivo di Spalletti aveva dato una svolta molto positiva, allo sviluppo del gioco, allo spirito del gruppo... si era visto qualcosa di importante. Probabilmente alla lunga sono venute fuori delle lacune difficili da colmare in così breve tempo, quindi probabilmente ci vuole più tempo. Uno pensava che a volte 2-3 mesi bastano, non è così. Ne servono ulteriori per fare quello che ha in testa, e si è visto. La continuità è la scelta giusta". Mancava un riferimento offensivo in avanti? "Sì, tecnicamente volendo giudicare il gioco della Juventus, in finalizzazione serviva un centravanti con più qualità tecniche. Avrebbe dato più possibilità alla Juve di segnare, quello sì. Come non in quel solo reparto. Anche dietro e in mezzo al campo, nelle partite decisive, qualche lacuna si è vista. A volte una la trovi in un giocatore ma è in tutta la squadra, dimostra di non essere all'altezza della Champions. Adesso risolveranno il problema che hanno individuato con degli acquisti che colmeranno quel gap". Spalletti è l'uomo giusto? "Non è questione di un uomo giusto o meno, ma sono tutti a fare le cose. Sento sempre dire le stesse cose, con Allegri e Spalletti... no. È tutto un concetto, un'organizzazione e una visione che la società ha, anche il magazziniere. Lì c'è da mettere a posto le cose che non si vedono prima, perché per una squadra contano 10-15 punti l'anno. C'è da fare un esame completo e ritenere cosa sia andato meglio nell'annata". La Sampdoria ha avuto difficoltà e si è salvata "Io non giudico, ho voluto bene alla Sampdoria, mi sono trovato benissimo un anno e parlerò sempre bene della Samp. La domenica allo stadio, l'ambiente... l'unica cosa che posso giudicare è il mio lavoro, quello degli altri in base ai risultati. Io non sono qui a dire chi ha fatto bene o chi no. Il mio lavoro lì è stato molto positivo, abbiamo fatto 5 milioni di fatturato e raggiunto i playoff, valorizzato i giovani importanti. Io credo che l'idea nostra iniziale con Raddrizzani possa aver portato più vantaggi. Qualcuno potrà dire il contrario, perché dovrà tirare l'acqua al proprio mulino, ma quell'anno lì stavamo mettendo le basi per fare cose importanti. Siamo uomini di calcio, sapevamo ci volesse del tempo, chi ha fatto calcio lo sapeva. I risultati sarebbero arrivati col tempo, costruendo dalle macerie quando siamo arrivati. Poi chi è venuto dopo probabilmente ha capito che c'erano delle cose che anche noi stavamo cercando di risolvere e qualcuno non ci ha creduto. Non sono io a giudicare, ma i risultati. E hanno parlato chiaro". Da dirigente, dopo una stagione così, avresti confermato Lombardo o Andrea Mancini? "I risultati parlano. Non devo essere io a dire se qualcuno debba essere riconfermato o no. Io penso che chi sta nell'ambiente Sampdoria, chi rimane come successo a me un anno in quella realtà, capisci tutte le dinamiche. Da fuori è difficile, puoi ascoltare i tifosi o la storia, che è bella. Ma chi ci vive dentro e deve metterci le mani, risolvere determinati problemi, capisce quali siano e per far tornare grande questo club. Indipendentemente dal passato. Ho detto tutto. Per me questa è la mia verità, ed è la mia. Può essere condivisa o no, ma so cosa ho fatto, cosa ho dato e cos'ho trovato in quell'ambiente lì. La tifoseria della Sampdoria è una delle più belle che abbia mai visto".