L'ultimo ballo col Messico prima dell'addio al calcio. Parla Ochoa: “Futuro? Ecco il mio desiderio”
Nell’Olimpo del calcio, al fianco di Messi e Cristiano Ronaldo, c’è anche Guillermo Ochoa, pronto a vivere il suo sesto e ultimo Mondiale. Il portiere classe ’85, ormai icona dei Mondiali e leggenda del Messico, si prepara a difendere ancora una volta i pali della Tricolor davanti al suo pubblico, per chiudere un cerchio lungo una vita e salutare così il calcio. In vista del via alla Coppa del Mondo lo abbiamo intervistato in esclusiva su TuttoMercatoWeb.
Sesto Mondiale, come Messi e Ronaldo: che soddisfazione prova per questo record?
“È qualcosa di molto speciale, senza dubbio. Essere in quella lista insieme a giocatori come Messi e Cristiano certifica la mia costanza, i tanti anni di duro lavoro e di sacrificio. Ma sinceramente me lo vivo con molta umiltà: la cosa più importante per me è sempre stata rappresentare al meglio il Messico e aiutare la nazionale, a prescindere dal ruolo che mi venga assegnato”.
Record che immagino avrà un sapore speciale, potendolo festeggiare davanti ai suoi tifosi
“Giocare un Mondiale in casa è qualcosa di unico. Poter chiudere questo ciclo difendendo questi colori davanti alla nostra gente sarà molto emozionante. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Oggi il mio focus è prepararmi al massimo allenarmi duramente e portare la mia esperienza al resto del gruppo”.
In Qatar non andò benissimo: quanta voglia di rivalsa c’è nel gruppo?
“Dopo il Qatar è rimasta la sensazione che avremmo potuto dare di più. Quando rappresenti il Messico vuoi sempre andare oltre. Questo gruppo ha fame, ha talento e vedo molta unione al suo interno. Arriviamo con entusiasmo, ma anche sapendo che un Mondiale richiede tantissimo lavoro”.
Gimenez arriva da una stagione complicatissima al Milan: teme possa influire?
“A volte nel calcio le stagioni non vanno come uno si aspetta, soprattutto in club così esigenti e in campionati così competitivi. Ma Santi è uno con tantissimi qualità e personalità: non ho alcun dubbio che la sua mentalità possa dare tanto alla nazionale. Gli attaccanti vivono molto di momenti e fiducia”.
Da ex Serie A, le fa strano vedere un altro Mondiale senza Italia?
“Sì, certo che sorprende non vedere l’Italia a un Mondiale perché è una nazionale storica. Ho ricordi molto belli del mio periodo in Italia. Ho vissuto un calcio molto tattico, molto appassionato, con anche tanta pressione. È stata un’esperienza che mi ha aiutato a crescere molto come portiere e come persona”.
Ha già pensato cosa farà una volta smesso?
“Sono ancora molto concentrato sul giocare e sul vivere questa fase della mia carriera. Il calcio continua ad appassionarmi tantissimo. Ovviamente uno inizia a pensare al futuro poco a poco, ma non ho ancora nulla di definito. Mi piacerebbe restare legato al calcio in qualche modo, perché è stata tutta la mia vita”.











