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Abodi risponde a Gravina: "Aiutati che Dio ti aiuta. Malagò? Spero in elezioni senza ricorsi"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 18:10Serie A
di Ivan Cardia

Abodi risponde a Gravina: "Aiutati che Dio ti aiuta. Malagò? Spero in elezioni senza ricorsi"

Andrea Abodi, ministro per lo Sport e per i Giovani, è intervenuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, partendo dall’assenza dell’Italia ai Mondiali al via oggi: “È un motivo di enorme amarezza, cercheremo le maglie azzurre in campo e non le troveremo. Deve aumentare la consapevolezza che dobbiamo migliorare, perché si può sempre peggiorare: è la terza volta… Sono quattro edizioni che non andiamo alle Olimpiadi con il calcio. È il termometro di qualità anche a quel livello”. Stasera li guarderà i Mondiali? “Qualcosa guarderò. Però senza Italia è tutta un’altra cosa”. Per chi tifa? “Per il Brasile alla fine, c’è Carlo Ancelotti. E poi farò il tifo comunque per Cannavaro e Montella, ct di Uzbekistan e Turchia. Probabilmente senza Ancelotti avrei comunque visto il Brasile, ma con lui lo tifo proprio”. C’è qualche maglia che le piace? “L’Argentina”. La colpa del sistema calcio e della FIGC? “Non è mai di una persona in particolare, sarebbe troppo semplice. E non è nemmeno la prima volta. Evidentemente dall’altra parte c’era più fame”. Gravina ha detto che la politica non ha aiutato la Federcalcio. “È un gioco tipicamente italiano. Io sono molto più dell’idea che valga ‘aiutati che Dio ti aiuta’. Dopodiché, prima di parlare delle responsabilità altrui, che magari ci saranno anche state, sarebbe stata utile un’autoriflessione. Il calcio è un gioco di squadra anche tra istituzioni, mi auguro che la prossima volta si collabori meglio, ognuno con le proprie responsabilità senza aspettare che l’altro risolva, sapendo che gestiamo una passione collettiva e non un bene privato”. Gravina era un suo estimatore o detrattore? “Non lo so, chiedetelo a lui. Basta che sia sincero”. Ora Malagò contro Abete. Per chi voterebbe? “Sono felice di non votare. Non vado a cercare guai. Voterei per chiunque purché mi garantisse discontinuità, mi proponesse un modo diverso di inseguire gli obiettivi, e non il consenso. Di fare delle riforme e non lasciare questo mondo fatto di corporativismo e consociativismo ai suoi difetti”. Chi garantirebbe più discontinuità? “Lo penso ma non lo dico”. Però sanno tutti quello che pensa: si dice che non abbia ottimi rapporti con Malagò. È vero? “Io non ho problemi con le persone. Mi si legge in faccia quello che penso, e nel ruolo credo di avere il diritto di dire quello che penso”. Malagò al Corsera ha detto che i cattivi rapporti potrebbero fare riferimento al suo mancato appoggio nella sfida elettorale per la FIGC con Tavecchio. “Beh, diciamo che lui è diventato presidente del CONI anche per il supporto di tanti amici”. Suo? “Di tanti amici. Poi quella per me è stata una sconfitta vincente, sono stato presidente del Credito Sportivo e ora sono ministro”. Ma Malagò può farlo il presidente della FIGC? “Ma certo”. C’è la presunta ineleggibilità per il divieto di pantouflage. Ha chiesto chiarimenti al Collegio di Garanzia, che si è detto incompetente, ora si aspetta l’ANAC. Quando risponderà? “Quando deciderà di rispondere, è autorevole”. E se l’ANAC si esprimesse dopo? “Succederà quel che succederà”. Sarà un’elezione sub judice? “Io spero di no. Spero che allo scrutinio finale chi prenderà più voti sarà presidente federale senza ricorsi e ripensamenti”. Non festeggerebbe se vincesse Malagò. “Io non festeggio in ogni caso. Io festeggio solo se mi si dimostra che abbiamo capito le lezioni. Questo Paese vive solo di maglie e non di principi: credo che la maglia della Nazionale dovrebbe unire”. Non ci dice proprio chi preferisce? Si sa…. “Quello che conta è quello che riuscirà a fare”.