Juve, e se tornasse Thiago Motta? È sotto contratto e ha già messo i giocatori al muro
Se Spalletti dovesse saltare, la Juve avrebbe due strade: Conte subito oppure una soluzione interlocutoria in attesa di una scelta a giugno
Federico De Luca 2025
Per ora, in casa Juventus, non si parla ancora di un futuro senza Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo è l’allenatore bianconero, lo sarà durante il ritiro e la dirigenza continua a difenderne il lavoro, ma i risultati delle prossime settimane inevitabilmente peseranno sulle valutazioni. Se la situazione dovesse precipitare, però, il club si troverebbe davanti a un bivio non semplice: provare a convincere subito un tecnico di primissimo livello oppure affidarsi a una soluzione temporanea fino a giugno. Ed è proprio in questo secondo scenario che avrebbe senso far tornare d’attualità un nome oggi apparentemente fuori dai radar: Thiago Motta.
Motta conosce già tutto, anche i problemi
L’ex tecnico bianconero è ancora sotto contratto con la Juventus e conosce già ambiente, rosa e dinamiche interne. La sua esperienza a Torino si è chiusa male, ma molti dei problemi che aveva evidenziato durante la propria gestione sono ancora lì. Motta aveva già messo diversi giocatori davanti alle proprie responsabilità, senza nascondere carenze tecniche e caratteriali che oggi continuano a emergere. Per questo, se la società decidesse di interrompere il rapporto con Spalletti senza riuscire ad arrivare ad Antonio Conte - o senza decidere di richiamarlo -, il suo ritorno avrebbe almeno una logica tecnica ed economica. Non sarebbe una scelta semplice da sostenere, né una soluzione priva di rischi, ma avrebbe probabilmente più senso rispetto a un allenatore chiamato soltanto per traghettare la squadra fino al termine della stagione. C’è poi il tema dell’estate. Se la Juventus non dovesse chiamare Conte - o un altro big nell'immediato - e volesse davvero puntare su Simone Inzaghi a partire da giugno, allora il problema diventerebbe trovare una soluzione credibile per i mesi precedenti. Un tecnico esterno avrebbe bisogno di tempo per conoscere squadra, struttura e dinamiche interne, senza la garanzia di lasciare qualcosa in eredità. Motta, invece, partirebbe con un vantaggio evidente: sa già dove mettere le mani e quali giocatori possono reggere determinate richieste. Non significa che sarebbe la scelta giusta in assoluto. Ma, in uno scenario di emergenza, sarebbe quantomeno da prendere in considerazione.Altre notizie
Oggi
Ultime dai canali


