Frosinone, la bravura di Alvini e Castagnini nel non farsi prendere dal mercato. Il punto di Gianluca Di Marzio
“Il risultato che ha sorpreso di più nell’ultima giornata è stato quel 2-0 del Frosinone sul Como, battuto da un club neopromosso in Serie A. Il Frosinone, però, non è una meteora: è un esempio di programmazione, di semplicità, di come si può far calcio con una valorizzazione di idee, quella di Massimiliano Alvini, allenatore che ha avuto e ha una carriera simile a quella di Sarri”.
Inizia così il punto di Gianluca Di Marzio, all’interno di “Caffè Di Marzio” - il podcast in collaborazione tra TuttoMercatoWeb.com e Gianlucadimarzio.com.
I segreti del Frosinone
“Alvini ha fatto praticamente tutte le categorie, imponendosi e vincendo la B l'anno scorso. La Serie A è stato un campionato che aveva già visto Alvini protagonista a Cremona: giocava molto bene, ma non riuscì praticamente mai a vincere e alla fine pagò Alvini. Ma c’è soprattutto il lavoro di chi ha completato le caratteristiche per l’allenatore, ovvero Renzo Castagnini, direttore sportivo molto abile nello scegliere gli allenatori, nel saper stare vicino agli allenatori, nel saper trovare anche gli interpreti giusti per determinate idee. È un direttore sportivo che ha sempre fatto benissimo dovunque è stato, ha costruito l'anno scorso questa squadra e ha poi cominciato il mercato quest'anno puntando a riprendere giocatori che sono stati protagonisti in B, a partire da Raimondo”.
Non snaturare la squadra
“Il Frosinone gioca oggi praticamente con 9/11 della squadra che ha vinto il campionato di Serie B, senza essere tra le favorite. Oggi, dei tanti nuovi acquisti strapagati dal Frosinone, giocano soltanto Masini e Schmidt. La bravura di Alvini è stata quella di capire che il Frosinone non doveva perdere la sua identità, quella di Castagnini è stata quella di non cambiare, di non farsi prendere da situazioni di mercato che hanno portato la proprietà, quella americana, a decidere di investire grazie soprattutto ai numeri, ai data, agli algoritmi, su giocatori stranieri anche pagati molto, 11 o 12 milioni di euro, ma che oggi trovano pochissimo spazio. Il Frosinone è una bellezza di questo campionato ed è straordinariamente bello vederlo lì e sentirci tutti un po' anche ammiratori di questo tipo di progetto, che speriamo non si perda nei meandri di una trasformazione a livello societario iniziata l'estate”.






