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Lazio, la reazione è da big! Goduria Sarri, Inter distruttaTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 17 ottobre 2021 07:48Editoriale
di Marco Valerio Bava
per Lalaziosiamonoi.it
fonte MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it

Lazio, la reazione è da big! Goduria Sarri, Inter distrutta

La Lazio stende l’Inter, si prende il primo scalpo di prestigio del campionato e regola l’ex Inzaghi con un sonoro 3-1. Primo tempo intenso, equilibrato, l’asse della partita si sposta sul versante interista a causa del rigore di Perisic (fallo di Hysaj su Barella), ma la Lazio c’è e con Basic spaventa Handanovic. Nella ripresa parte meglio la squadra milanese, ma i biancocelesti trovano il pari, sempre su rigore, grazie al settimo centro in campionato di Immobile. Nel finale tanta tensione, ma soprattutto i gol di Felipe Anderson e Milinkovic-Savic che regalano a Sarri un successo importante e quella reazione da uomini che aveva chiesto ai suoi. 

OCCASIONI LAZIO, GOL INTER - La sorpresa arriva subito, alla lettura delle formazioni, con Basic che occupa il ruolo di mezzala sinistra al posto di Luis Alberto. Per il resto, la formazione è quella annunciata con Patric per lo squalificato Acerbi e il solito tridente col ritrovato Immobile al centro dell’attacco. La partita è subito intensa, primo squillo interista con Dzeko che di testa manda alto. La Lazio, però, c’è e soprattutto c’è Felipe Anderson che si beve Bastoni e centra per Pedro che sbuccia il pallone che, toccato da De Vrij, schizza al limite dell’area dove arriva Leiva, ma la conclusione dell’ex Liverpool finisce alta di poco. Inter che cerca da subito l’ampiezza, sfruttando i quinti e mettendo in difficoltà Hysaj e Marusic che stringono troppo e sono quindi costretti ad aprirsi in fretta lasciando lo spazio per l’inserimento delle mezzali. Un lavoro in cui Barella è maestro, mentre Hysaj sta vivendo un avvio di stagione ricco d’errori e il cocktail è letale per la Lazio visto che l’albanese stende in area Barella e per Irrati non ci sono dubbi nel fischiare il rigore. Tocco che c’è, seppur leggero. Rigore che oggi si fischia quasi sempre. Non c’è Lautaro e allora dal dischetto va Perisic che spiazza Reina e porta avanti i nerazzurri. La reazione della Lazio comunque c’è ed è anche veemente, Felipe Anderson punta ancora Bastoni e come sempre lo salta, palla al centro per Basic che arriva puntuale all’appuntamento, ma calcia troppo centralmente e Handanovic riesce a respingere. La Lazio ci mette volontà e colleziona anche buone occasioni con Immobile (di testa) e Felipe Anderson (discesa solitaria e tiro debole), ma l’Inter è sempre pericolosa quando trova i cambi gioco, una soluzione che la Lazio assorbe male perché i terzini rimangono stretti e non riescono ad andare a prendere i quinti coi tempi giusti. Inter che attacca soprattutto arrivando dalle corsie laterali, ma che con Perisic si fa viva anche per vie centrali: il croato bussa dai venti metri con un destro potente, ma stavolta Reina è attento. Nel finale ci prova anche Pedro, palla deviata che termina fuori. Irrati concede un minuti di recupero, poi manda le squadre a riposo. 

LAZIO, TRE GOL AL PASSATO - La ripresa inizia con l’Inter in pressione e che mette i brividi all’Olimpico biancoceleste con Barella che crossa male e per poco non sorprende Reina che s’era piazzato per uscire, eventualmente, sul traversone della mezzala interista. Inizio di personalità dell’Inter che, di fatto, controlla senza alcun problema il primo quarto d’ora, facendo girare la palla e frustrando i tentativi di reazione biancocelesti ai quali servirebbe un episodio, magari da palla inattiva. E così accade al 62’, corner da sinistra sul quale svetta Patric che trova il braccio di Bastoni, Irrati ci pensa un attimo, ma poi decreta il penalty. Dal dischetto si presenta Immobile che spiazza Handanovic e pareggia i conti, mettendo il settimo sigillo del proprio campionato. Sarri, nonostante il gol, procede comunque ai cambi a cui stava pensando, togliendo dal campo Hysaj e Basic e inserendo Luis Alberto e Lazzari. Cambi anche per Inzaghi che sgancia Vecino, Dumfries e Correa che viene accolto da una bordata di fischi dall’Olimpico. E Luiz Felipe è provvidenziale, in spaccata, nell’anticipare Dzeko su cross teso di Dumfries. Sarri muove ancora le pedine sulla scacchiera, toglie uno stanco Pedro e manda dentro Zaccagni. La partita s’accende, c’è stanchezza e le squadre si allungano, attacchi da entrambe le parti e tante emozioni. L’Inter prova l’affondo, nonostante Dimarco a terra dopo un contatto con Leiva, ma Lautaro sbaglia tutto. La Lazio riparte, Felipe trova Immobile che chiama Handanovic alla respinta sulla quale, però, s’avventa il numero 7 della Lazio che scaraventa in rete. Ne nasce un parapiglia con Dumfries che aggredisce Felipe Anderson, reo secondo gli interisti di non aver messo fuori la palla con Dimarco ancora a terra. Una scena surreale, visto che erano stati proprio i giocatori dell’Inter a continuare l’azione; il regolamento non prevede tra l’altro alcuna interruzione se non per un colpo alla testa. La partita s’innervosisce, ma è la Lazio ad avere la maggior lucidità e Milinkovic-Savic mette il solito timbro personale contro l’Inter: punizione di Luis Alberto dalla destra, Sergej svetta tra De Vrij e Skriniar e insacca. È il colpo del K.O., quello della vittoria laziale. Nel finale altra tensione, Luiz Felipe va da Correa e lo bracca alle spalle, i due sono amici fraterni, il gesto del brasiliano è bonario, ma Irrati lo interpreta come un tentativo di accendere gli animi ed espelle il brasiliano. Una gaffe del direttore di gara che costerà la squalifica a Luiz Felipe che esce dal campo in lacrime. Una piccola macchia su una serata eccezionale per la Lazio e per Maurizio Sarri. 

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