Lazio, Romagnoli senza fine: dalla mancata cessione a titolare e capitano
FORMELLO - Una storia senza fine. Non c’è pace per Romagnoli, che alle 9:30 del 1 agosto si è trovato a giocare titolare nell’amichevole contro l’Avellino a Formello. Indosso ha ancora la maglia della Lazio, guidato da Gennaro Gattuso in panchina e contro l’idolo di sempre, Alessandro Nesta. Impensabile un epilogo del genere anche solo un mese fa: le valigie erano pronte (per la seconda volta), aveva salutato tutti (di nuovo, compresi i tifosi con un videomessaggio durante la manifestazione) e stava per iniziare un nuovo capitolo della sua carriera. Lo aspettava l’Al Sadd, che già l’aveva cercato (e trovato eccome) e gennaio.
In quel caso però era stato il presidente Lotito a far saltare l’affare; questa volta, invece, sono stati dei problemi sopraggiunti dal Qatar a frenare l’affare, ora totalmente in stand-by. E così Romagnoli è tornato ad allenarsi a Formello con la maglia della Lazio, ancora una volta. Ha iniziato la preparazione estiva e si è messo a disposizione di Gattuso. Il tecnico però conosce bene la sua volontà: vuole andare via, lasciare la squadra del suo cuore per i troppi problemi con la società. Da mesi ormai non aspetta altro: la sua priorità è il Qatar e l’ingaggio faraonico (sei milioni di euro) che gli è stato offerto. Non c’è Atalanta o Sarri che tenga.
In attesa che qualcosa si muova, Alessio è sceso in campo dal primo minuto contro l’Avellino. In coppia con lui ha giocato Marusic, non più Gila che è passato al Milan. E nella ripresa,il montenegrino gli ha lasciato la fascia di capitano una volta uscito dal campo. Un’immagine potentissima, da intelligenza artificiale pensando a quello che doveva essere il suo futuro. Eppure Romagnoli è ancora bloccato a Formello, al momento senza via d’uscita ma con un’idea chiara: lasciare la Lazio. Gattuso può solo sperare che si convinca a rimanere e a ripartire con la maglia biancoceleste addosso. Ma sarà difficile, se non impossibile.


