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Lazio, Lotito: "Non vendo a nessuno! Tifosi? Protestano per riempire i pub"

autore
Niccolò Di Leo
per Lalaziosiamonoi.it
Oggi alle 09:45Primo Piano
autore Niccolò Di Leo
21.10.2026 09:45Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

RASSEGNA STAMPA - Nell'edizione odierna di Repubblica sono emerse nuove parole di Claudio Lotito pronunciate lo scorso 30 giugno davanti alpm Lorenzo Del Giudice nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sulle ipotetiche manovre per favorire il cambio di proprietà nella Lazio. Il presidente biancoceleste ha parlato del pianoper spingerlo a cedere il club, sottolineando che non lo venderebbe mai, neanche davanti l'offerta di un emiro: "C'è un pezzo di politica (...) ma c'è gente che c'ha interessi economici e c'è qualcuno che vuole costringermi a vendere a un prezzo vile". Lotito scherza però sulfatto che nessun compratore si sia ancora presentato: "Ancora non si è palesato l'individuo interessato. Lo mantengono nascosto". In ogni caso daparte sua non c'è alcuna volontà di vendere la Lazio: "La Lazio è inscalabile. Chiamassero l'emiro, ma io poi dirò non mi interessa, non la vendo".

PROTESTA -Parole che non lasciano spazio a interpretazioni e che sul quotidiano sono seguite dal suo commento su una protesta che, a detta sua, avrebbe fini commerciali. Lotito, infatti, sostiene che il tifo organizzato abbia indetto una protesta per spingere le persone ad andare a vedere le partite nei loro pub, alludendo anche alla diffusione di sostanze illegali: "Non dovete andare allo stadio, perché le partite dovete venirle a vedere nei nostri pub. Lì c'è sicuramente il beverage, il food e poi altra cosa che lei può immaginare di natura illegale. Sono 80-90 persone che governano 'sto processo.I pub guadagnano e si sono tutti sistemati". Lotito non si placa e ancora in merito alla protesta contesta l'IBAN che sarebbe stato diffuso per organizzarla sostenendo che porta a "una società commerciale che vende abbigliamento da tifo".

IL TEMPO - A proposito di commissionare, Lotito torna anche sul Tempo e sugli articoli pubblicati sulla situazione della Lazio: "Chi commissiona gli articoli sul Tempo? Un giornale che si prende la briga e la responsabilità di fare una campagna in modo continuativo tutti i giorni (...) ci sarà una finalità, non è più un fatto sporadico, c'è un disegno". Al punto che Lotito avrebbe chiamato Angelucci, editore del Tempo, il quale gli avrebbe risposto: "Questo è vergognoso, adesso prendo (...) Capezzone (il direttore, ndr). Questo qua non se deve permettere, tu sei amico di famiglia". 

POLITICA E MOLISE -Lotito conclude con una frase delle sue: "Do fastidio perché sono una persona un po' libera​​​​​​​". Un'uscita a margine dopo aver parlato anche di calcio, istituzioni e politica: "A Roma essere presidente di un club di calcio, lo dico da senatore, ha una valenza importante perché ha un'interlocuzione con le istituzioni, a tutti i livelli". Interlocuzioni come quelle avute con Berlusconi che gli avrebbe detto: "Tu mi devi andare a dare una mano perché sei una persona diversa". Da quel punto alla candidatura in Molise, regione di cui non conosceva l'esistenza: "Catapultato in Molise, quindi non sapevo neanche che esistesse il Molise, vi dico la verità". 

per Lalaziosiamonoi.it

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