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Lazio, Lotito: “Di Bello? Lo hanno visto tutti. Vogliono colpire me? Le dietrologie…”TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
sabato 2 marzo 2024, 00:29Serie A
di Riccardo Caponetti
fonte Dall’inviato all’Olimpico

Lazio, Lotito: “Di Bello? Lo hanno visto tutti. Vogliono colpire me? Le dietrologie…”

È appena terminata all’Olimpico Lazio-Milan sul punteggio di 0-1 tra le tante polemiche dei biancocelesti contro l’arbitro Di Bello. Tra poco in sala stampa il presidente Claudio Lotito commenterà quanto accaduto. Segui la diretta testuale su Tuttomercatoweb.com!

Inizia la conferenza di Lotito: “Ho fatto un ragionamento diverso, non entro nel merito delle persone. Le idee si muovono con le gambe degli uomini, se poi le gambe sono fallaci. Se il sistema non garantisce l’affidabilità è chiaro che ci si muove in altre sedi. Non facciamo il processo alle intenzioni, facciamo le cose che vanno fatte. Oggi il sistema non è più in grado di sostenere la Lega Serie A. Quando si verificano in modo reiterato alcune situazioni, viene meno il merito sportivo. O il sistema è in grado di correggersi in totale autonomia oppure bisogna rivolgersi a persone terze”

Come giudica Di Bello?
“A parte i fatti sportivi, penso che la partita l’abbiano vista tutti e tutti sono in grado di fare valutazioni. Per essere considerata tale va messo al primo post il merito, ma quando c’è una situazione ‘storia di una morte annunciata’ il quadro cambia. Non è la prima volta. Non parlo della Lazio, ma del sistema in generale. Il sistema non è in grado di garantire l’affidabilità dello stesso e quando hai una cosa che non ti permette di raggiungere certi obiettivi, ti rivolgi a una struttura terza”

Per colpire Lotito si colpisce la Lazio?
“Non sta a me fare dietrologie, ci stanno organi preposti che faranno le valutazioni del caso”

Cosa dice ai tifosi?
“Io se sto qui sto tutelando la squadra. Se fossero venuti gli addetti ai lavori avrebbero avuto un comportamento dialettico diverso. Io ho l’obbligo di portare avanti un comportamento in linea con il rispetto delle regole. Non entro nel merito delle dietrologie, il sistema avrebbe dovuto correggerle a monte. Se non è in grado di essere affidabile e terzo, chi subisce queste violenze si deve rivolgere in altre sedi”.


Cosa ha pensato la UEFA oggi?
“ Non so cosa abbiano pensato vedendo la partita, sicuramente noi veniamo visti un po’ come una situazione particolare nell’ambito del sistema europeo”.

Chi sono gli organi terzi?
“Assumeremo un comportamento che assumono tutti i cittadini quando c’è la dilazioni di norme, consapevole e non volontaria. Non sta a me dirlo, saranno gli organi che decideranno. Non devo spiegare quale sarà la mossa. La squadra è mortificata, ha avuto un trauma di carattere psicologico. Si è chiesta ‘cosa cavolo sta succedendo?’’. Sono comportamenti che andranno analizzati nelle sedi preposte. Sono istituzioni alle quali si rivolgono i cittadini per far valere il rispetto delle regole”.

Come può cambiare il sistema?
“Abbiamo fatto una delibera votata all’unanimità con cui abbiamo chiesto di uscire dalla federazione perché non ci sono le condizioni per restare nel sistema. Ad oggi c’è la posizione unanime su quello che è stato deciso di fare, non c’è contentezza all’interno della Lega di Serie A. C’è un sistema in cui si mettono i soldi e qualcun altro decide per lei? No. Le riforme sono dettate per creare equità di comportamenti per chi partecipa al campionato, per fare questo deve essere in grado di incidere chi fa le norme. Se la maggioranza ce l’ha chi non porta i ricavi, non si può garantire affidabilità del sistema. Abbiamo fatto delle scelte per rendere trasparente il sistema, a oggi non è così. Per fare riforme servono i numeri e se tu non hai i numeri per farle, che ci stai a fare nel sistema? Come si possono cambiare così le cose? Allora si esce dal sistema, non ce l’ha obbligato nessuno a esserci. In premier danno incarichi a terzi e se non garantisci bene il servizio ti cacciano. Questo è l’aspetto politico, preso in considerazione nell’ultima assemblea. Poi c’è un aspetto diverso, quando il sistema non è più affidabile e non è più credibile, subisci? Ti rivolgi a chi è preposto per far rispettare le leggi portando situazioni specifiche per farle valutare “.

Cosa ha detto alla squadra?
“Gli ho detto di pensare alla partita di martedì, ci sono incidenti di percorso dettati non dalla nostra volontà. Non posso rimproveragli nulla, ci hanno messo sudore cuore e lacrime. Sono usciti mortificati, defraudati e violentanti, è il termine esatto. Qualcuno oggi brinda perché ha vinto, auguri ai vincitori”

L’arbitraggio incide?
“Va detto a chi fa le designazioni. Non è la prima volta che succedono questi episodi. Io sono abituato al rigore della logica di Aristotele, se vivo certe situazioni non sta a me valutare se sono occasionali o non, volontarie o non. Faccio lo spettatore e prendo atto, se succede in modo reiterato ci si pone l’interrogativo e ci si rivolge a chi di dovere. È un danno economico. La cosa grave è che al di là del danno economico, c’è la credibilità del sistema. Io non faccio considerazioni per sbraitare, sono convinto che nel momento in cui c’è trasparenza nelle sedi istituzionali preposte verranno fuori tante cose. Io lavoro nel sistema, c’è chi lavora fuori dal sistema”.