Fabiani: "Lazio in una fase di ricostruzione totale. Europa? Pura utopia pensare di centrarla subito"
Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN, parlando così della stagione dei biancocelesti: "Tutti gli anni sono difficili, questo però è stato il più complicato perché coincide con una ristrutturazione dell'intero organico ed è l'anno zero. Si sa che in questi momenti ci possono essere imprevisti. Devo dire che, al di là di tutto, abbiamo persi punti immeritatamente, ci sono stati tanti episodi negativi e soprattutto Sarri si è trovato spesso anche senza 7-8 titolari. Questo non accade solo a noi, ma segna le annate. L'importante è credere nel progetto, seguirlo e camminare dentro quel solco tracciato per ringiovanire una rosa e tirare dentro dei giovani di prospettiva".
Come sta vedendo Sarri dopo tutti questi infortuni?
"Molti sono traumatici, molti sono dovuti ad affaticamenti. Bisognerebbe porsi un po' il problema delle partite il venerdì, il sabato, la domenica e le altre competizioni. Poi c'è anche lo stress del giocatore, può anche determinare problemi. Come la vive Sarri… Non bene, ma tutti i ragazzi quando sono stati chiamati all'opera hanno fatto qualcosa di straordinario".
Che idea si è fatto del mercato di gennaio?
"La Lazio è stata la società che ha più movimentato, sia in uscita, che in entrata. Non abbiamo messo sul mercato o alla porta nessuno, ma quando di trovi di fronte a reiterate richieste da parte dei giocatori o dei procuratori, che vogliono andare via perché ci sono squadre che gli allungano i contratti, che gli danno il triplo dei soldi… Beh, con molta tranquillità e onestà bisogna accontentarli, perché io ritengo che all'interno dello spogliatoio ci devono essere giocatori motivati".
C'è qualcosa che cambierebbe se potesse tornare indietro?
"La classifica (ride, ndr) e alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, potevamo ottenere qualcosa di diverse. Mi sarebbe piaciuto vedere all'opera tutti gli effettivi, un po' di amaro in bocca questo lo lascia".
Quanto spera nel passaggio in Europa attraverso la Coppa Italia?
"In una fase di ricostruzione totale pensare di vincere lo Scudetto o centrare immediatamente l'Europa o vincere trofei sarebbe pura utopia. Quando si programma bisogna mettere in conto che ci sono anche queste cose e che certi obiettivi possono non essere centrati. Io sono convinto che la Lazio non tarderà a poter competere per le prime 5 posizioni. Lo dobbiamo a noi, ai tifosi e all'ambiente. Chiedo soltanto un po' di pazienza, che chiese Sarri quando divenne allenatore".
Come vivete le partite senza i tifosi?
"La risposta è scontata, non bene, questo è fuori discussione, per tanti motivi. Se mi metto nei panni dei calciatori, giocare senza i propri tifosi toglie un po' di adrenalina che fa ballare il terreno di gioco. Mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Organizzeremo una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio, dai media ai tifosi, proprio per illustrare loro il nostro nuovo percorso. È giunto il momento di informare con dati oggettivi di quello che stiamo facendo oggi per il domani. Non è bello giocare senza pubblico, non si dà una buona immagine. Non ce l'ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti, ho un solo dovere e compito, quello di preoccuparmi di programmare che nel breve tempo possibile si possa essere competitivo. Sono le sfide più difficili? In 30 anni di calcio mi sono sempre imbattuto in ricostruzioni, non ho mai gestito una squadra importante che l'anno prima aveva vinto uno Scudetto. Mi sarebbe piaciuto lavorare tantissimo con Milinkovic-Savic, Immobile che faceva 35 gol, Luis Alberto, Felipe Anderson… Mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania, tanto avrebbero risolto loro le questioni. Anche loro però fecero fatica a inserirsi, i primi anni Milinkovic non brillava, poi è diventato un calciatore straordinario. Così anche Immobile. Quando Sarri dice di avere pazienza, vuole anche dire di dare possibilità ai ragazzi di ambientarsi e costruire un gruppo organico per toglierci qualche soddisfazione. L'erba voglio purtroppo non la troviamo da nessuna parte. Io credo nel lavoro e spero che insieme a me ci credano tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio".
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