La lettera di Tommaso Paradiso contro Lotito: "Ha offeso la Lazio e desertificato un popolo"
Una lettera durissima, carica di amarezza e delusione, quella pubblicata da Tommaso Paradiso sul Corriere dello Sport e indirizzata a Claudio Lotito. Il cantante romano, da sempre tifoso della Lazio, ha scelto parole forti per descrivere il rapporto ormai deteriorato tra la proprietà biancoceleste e la tifoseria.
“Non più caro Presidente”, esordisce Paradiso, spiegando subito come non riesca più a rivolgersi a Lotito con rispetto o affetto. L’accusa principale riguarda il progressivo distacco tra il club e il suo popolo: “Ha desertificato una delle tifoserie più viscerali d’Italia. Ma il popolo laziale non è sparito, ha solo scelto di allontanarsi da lei”.
Nel lungo sfogo, Paradiso critica anche le continue uscite pubbliche del presidente contro i sostenitori biancocelesti: “Ogni occasione è diventata buona per colpire chi avrebbe dovuto proteggere”. Particolarmente contestata una frase pronunciata recentemente da Lotito: “Lei ha detto che il tifoso laziale deve ringraziare di essere vivo. Come se la Lazio fosse una concessione”.
Il cantante sottolinea poi come l’amore dei tifosi sia rimasto intatto nonostante le difficoltà: oltre trentamila abbonati anche con mercato bloccato e prospettive poco chiare. “Un miracolo d’amore che non è mai stato riconosciuto”, scrive Paradiso.
Il finale è una vera esortazione: “Siamo stanchi di aspettare e di ascoltare sempre le stesse frasi dal 2004. Una volta almeno vendevate un sogno, oggi neanche più quello”. Poi la chiusura affidata ai Beatles: “Alla fine ricevi sempre quello che semini”.
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