Lazio, Sarri al passo d'addio: il Comandante disarmato pronto a salutare il suo popolo
Le ha provate tutte Maurizio Sarri. Ci ha provato a restituire al popolo biancoceleste l'amore che dal 2021 viene riconosciuto al Comandante. Prima nel triennio vissuto fino alle dimissioni del marzo 2024, poi in questa stagione sciagurata che si concluderà con un altro addio. Se saranno dimissioni si tratterà del quarto allenatore dimissionario in poco più di due anni, ennesima dimostrazione di quanto a Formello, al momento, sia impossibile lavorare. Se invece non saranno dimissioni si troverà un accordo con il prossimo club (Napoli?) per liberare Sarri. E liberare è il verbo giusto, dopo che il tecnico toscano ha fatto di tutto per provare a salvare il salvabile. Ha provato a ricompattare l'ambiente portando 30 mila abbonamenti, numeri che non sarebbero mai stati registrati senza il ritorno di Sarri dopo l'esclusione dalle coppe dello scorso anno. Ci ha provato nascondendo sotto il tappeto la polvere del mercato bloccato e della miriade di infortuni. Nessun alibi aveva detto alla prima conferenza stampa di luglio, eppure ne poteva avere quanti voleva.
Lazio, Sarri al passo d'addio: il Napoli lo aspetta, l'Atalanta lo sogna
C'è poi da analizzare anche la campagna mediatica che ha raccontato la stagione della Lazio di Maurizio Sarri. La maggior parte del mondo Lazio ha riconosciuto tutte le attenuanti del caso al Comandante, sottolineando anche i suoi meriti nell'evitare ai biancocelesti una stagione simil-Fiorentina. C'è però una minoranza, mossa da interessi più che dai fatti, che non ha mai mancato occasione di accusare Sarri. Il tecnico toscano sarebbe stato il colpevole della stagione della Lazio, che con un altro allenatore alla guida avrebbe potuto lottare per obiettivi ben più ambizioni. Fortuna che poi a parlare ci siano i fatti e in questo caso il mercato. La rosa biancoceleste ad oggi vale 217 milioni di euro secondo Transfermarkt, il valore più basso dal 2017 a oggi. A eccezione di Mario Gila, che sarà uomo mercato conteso da diverse big, nessun altro calciatore della rosa biancoceleste sembra rientrare nella lista dei desideri delle grandi squadre per l'estate. Dall'altra parte invece c'è Maurizio Sarri, per il quale l'Atalanta sarebbe pronta a tutto pur di affidargli una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto c'è il Napoli di Aurelio De Laurentiis, pronto a riportarlo a Castel Volturno per il dopo Conte.
Lazio, il Comandante ordina l'abbandono della nave
Il codice nautico dice che "Il comandante non può ordinare l’abbandono della nave in pericolo se non dopo esperimento senza risultato dei mezzi suggeriti dall’arte nautica per salvarla". E Maurizio Sarri le ha provate tutte per salvare una nave mai così pericolante. Si è fatto andar bene i rientri dai prestiti di Cataldi e Cancellieri come rinforzi in estate, concedendo a entrambi un minutaggio mai avuto con la maglia della Lazio. Ha trasformato una difesa che lo scorso anno ha preso ben 22 gol in più del Napoli di Conte e che oggi ha subito appena 7 reti in più dell'Inter campione d'Italia. Ha dovuto sentire che "non valorizza gli attaccanti" un allenatore che sotto la sua gestione ha fatto fare 36 gol a Higuain, 28 a Mertens, 31 a Cristiano Ronaldo e 27 a Immobile. Ha visto partire Guendouzi e Castellanos nei primi giorni di gennaio, sentendosi poi dire dal presidente Lotito che sul mercato "Arriverà quello che decido che deve arrivare. Io non devo accontentare nessuno". Ha portato la squadra in finale di Coppa Italia eliminando Milan, Bologna e Atalanta, tutte squadre che negli ultimi tre anni hanno conquistato più punti della Lazio (31 i rossoneri, 24 i nerazzurri, 8 i rossoblu). Ci ha provato in tutti i modi il Comandante a salvare la nave. Adesso spetta a chi ha parlato di una "Lazio solida, in una situazione di massima tranquillità". Che si guidi la nave al porto, in attesa di ritrovare buon vento e mare calmo.











