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D'Amico lascia l'Atalanta per riabbracciare Gasperini, arrivano Giuntoli e SarriTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:52I fatti del giorno
di Dimitri Conti

D'Amico lascia l'Atalanta per riabbracciare Gasperini, arrivano Giuntoli e Sarri

Sono ore di profondi mutamenti in casa Atalanta: la Dea cambia pelle e si affaccia alla nuova stagione con l'idea di operare quella famosa rivoluzione anti-gasperiniana che avrebbe dovuto essere messa in piedi già quest'anno, ma che così non è stata avendo poggiato su due 'figliocci' del pesante predecessore, come Juric e Palladino. Ora l'Atalanta volta pagina e lo farà in toto. Che Raffaele Palladino sia destinato a non rimanere sulla panchina dei nerazzurri è ormai fatto acclarato da qualche giorno, e confermato dalle recenti uscite dello stesso tecnico di Mugnano. Non è un segreto che sia già stato messo in piedi il piano per sostituirlo, un progetto che porterà entro qualche giorno a Zingonia una figura rivoluzionaria come quella di Maurizio Sarri, che intanto nelle scorse ore si è liberato contrattualmente dalla Lazio. Sarri a Bergamo ricomporrà il tandem fortunato con Giuntoli risalente ai tempi di Napoli. Il dirigente è già stato avvistato in quel di Bergamo, e nelle scorse ore si è liberato per lui lo spazio in dirigenza a Zingonia, visto l'addio a Tony D'Amico. Sì, perché l'Atalanta ha preso ufficialmente commiato dal direttore sportivo che aveva costruito la Dea capace di vincere l'Europa League del 2024, anche grazie al grande valore aggiunto garantito dalla presenza di Gasperini in panchina. Un asse che potrebbe riformarsi in giallorosso, visto che D'Amico è il candidato più forte per entrare al posto di Massara a Trigoria. Su spinta, naturalmente, del Gasp. Occhio infine anche a Ederson, la cui cessione al Manchester United sembra ormai cosa fatta. Affare da 50 milioni di euro circa, bonus compresi, se le cifre saranno confermate si tratterà della quinta cessione più onerosa di sempre per l'Atalanta. Una società che si sta rifacendo il look, lavorando a quella rivoluzione vera e propria che nei fatti è stata invece rimandata di un anno.