L'avvocato D'Onofrio sull'inchiesta arbitri: "Per la frode i risultati delle partite non contano"
L'edizione di oggi di Tuttosport ha intervistato l'avvocato Paco D'Onofrio, esperto di diritto sportivo e professore presso l'Università di Bologna, che si concentra sulle indagini in corso da parte della Procura di Milano a proposito della possibile frode sportiva per la quale risulta indagato anche Gianluca Rocchi, ex designatore dei fischietti italiani di Serie A e B: "L'indagine penale è in corso, gli elementi sono troppo pochi per capire se si sia trattato di semplici irregolarità protocollari o di veri illeciti sportivi, per il quale serve il dolo specifico, la volontà di alterare il risultato di una partita".
D'Onofrio ha combattuto la battaglia legale di Luciano Moggi nel 2006, assistendo l'ex dirigente della Juventus per Calciopoli. Quando gli viene chiesto se riveda elementi simili, frena in parte: "Bisognerà attendere gli esiti dell'attività investigativa per capire i criteri. Certo, quel precedente ha fatto giurisprudenza". Con nessun indagato tra i club, ha senso parlare di frode sportiva? Prosegue il legale: "Astrattamente, in linea puramente teorica sì. I precedenti però vedono coinvolto sempre un club beneficiario, in casi di accertata colpevolezza".
Prosegue ancora D'Onofrio: "Non ricorrendo il presupposto del dolo specifico, la 'bussata' alla sala VAR sarebbe una semplice violazione procedurale". Ad evitare problemi per le società, c'è la nuova figura del referente per gli arbitri: "Istituita proprio perché sia legittimata ad avere contatti e confronti, senza sfociare in altro. Finché non ci sono illegittime richieste, non sussiste illecito. Potrebbe comunque essere stato violato l'articolo 4 sui generali principi di lealtà e correttezza, la norma applicata per Calciopoli".
L'avvocato quindi 'smonta' una teoria, per la quale se non hai ottenuto vantaggio dal risultato di una partita, pur tentandone l'alterazione, non sussiste illecito: "Questa è una leggenda. La norma punisce anche solo il tentativo, anche senza benefici. Anche se una partita dovesse essere stata persa".
E ancora, conclude D'Onofrio: "Nel processo sportivo possono essere valutati tutti gli elementi ritenuti significativi, anche quelli che non faranno mai parte del processo penale, non assurgendo al rango di prova". E in caso di sanzioni, quando (e su quando) aspettarsele? Spiega il legale: "Se concluse da tempo, mai sulle stagioni precedenti ma su quelle successive".
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